Il Museo MArTA , tra tanti gioielli archeologici, ha una sezione dedicata a “Gli Ori di Taranto”. Oggi alla collezione si aggiungono “Gli Ori di Taranto” nella versione 2026: le medaglie d’oro, d’argento e di bronzo dei Giochi
C’è un numero ricorrente nella storia di Taranto: il 6. La città è nata nel 706 avanti Cristo. Le fonti di Eusebio di Cesarea narrano che fu lo spartano Fàlanto a creare i primi insediamenti sul promontorio di Saturo. E adesso è come rinascesse nel 2026: è evidente che i Giochi del Mediterraneo sono più che un evento sportivo. E ci sono pure dei temi che sono ricorrenti.
Il Museo MArTA , tra tanti gioielli archeologici, ha una sezione dedicata a “Gli Ori di Taranto”. Oggi alla collezione si aggiungono “Gli Ori di Taranto” nella versione 2026: le medaglie d’oro, d’argento e di bronzo dei Giochi realizzati dall’Istituto Poligrafico Zecca dello Stato (che già aveva realizzato le medaglie per i Giochi Olimpici di Milano Cortina). Al centro il logo, la composizione grafica si sviluppa in continuità tra diritto e rovescio.
Realizzate in ottone, caratterizzate da un diametro di 80 millimetri, le medaglie sono poi sottoposte a trattamenti galvanici che ne determinano le diverse finiture, dorate, radiata e ramata. Pesano 248 grammi e hanno uno spessore di 8 millimetri: facile dire che non questi numeri quelli che ne determinano il valore. (Fonte e Crediti foto Hub Giochi del Mediterraneo)


