La locale Confindustria dovrà eleggere il nuovo presidente entro la fine di quest’anno. Due i nomi sui quali si sta ragionando. L’imprenditoria come la politica: più problema che soluzione per Taranto. Sin qui è stato così
E’ già iniziato il dopo Toma nella Confindustria tarantina. L’elezione del nuovo presidente dovrà avvenire entro la fine dell’anno. Ma, già dalle prossime settimane, andranno esperiti alcuni passaggi così come previsto dallo statuto dell’associazione datoriale. Due i nomi sui quali si ragiona; due le indicazioni che raccolgono, al momento, un più largo favore iniziale. Si tratta di Fabio De Bartolomeo, già presidente di Ance Taranto. E di Pasquale Di Napoli, imprenditore impegnato nel comparto della costruzione di yacht. A sostenere il primo ci sono le aziende della città capoluogo. Sul secondo, invece, convergerebbero le imprese di Massafra e del versante occidentale della Provincia.
Sarebbe interessante conoscere, non appena le candidature verranno ufficializzate, cosa pensano i possibili successori di Toma delle tante vertenza che attraversano la città pugliese. Qual è la loro idea sull’Ilva, per esempio? Quella relativa alla gestione degli impianti sportivi, costruiti grazie ai Giochi del Mediterraneo? Gestione che ci risulta interessare, e molto anche, alcuni imprenditori iscritti all’associazione di via Dario Lupo. Il ruolo che andrà ricercato nel rapporto con il Comune di Taranto, stazione appaltante d’importanti commesse di lavoro per queste realtà aziendali. Ci piacerebbe conoscere i loro programmi e non solo le loro legittime ambizioni.
Perché a Taranto, da sempre, l’imprenditoria – al pari della politica – ha rappresentato più un problema che una soluzione. In quanto né l’una, né l’altra, hanno mai familiarizzato abbastanza con il concetto di borghesia. Con quello di classe dirigente (e diligente). Inseguendo di volta in volta l’interesse di parte, si sono persi i bisogni degli altri. Di tutti gli altri. I nostri ritardi sono tutti lì.


