Il progetto nasce in vista di un possibile stop definitivo dell’area a caldo. L’obiettivo è creare una società consortile per bonifiche, diversificazione e rilancio del territorio
Creare non solo nuove opportunità per la rinascita e lo sviluppo del territorio, ma anche un progetto che, una volta eseguite le necessarie bonifiche, possa riqualificare in chiave green la produzione di acciaio. Sono gli obiettivi primari del gruppo di imprese che Confapi Taranto sta riunendo per tentare di fronteggiare gli effetti della gravissima crisi socio-economica causata dal drastico ridimensionamento delle attività dello stabilimento siderurgico che, salvo diverse decisioni da parte della magistratura, dovrà fare a meno dell’area a caldo e di, conseguenza, della maggior parte della sua forza lavoro.
“E’ un’iniziativa -spiega il presidente della realtà associativa che rappresenta e tutela circa 140 aziende, Fabio Greco – che stiamo lanciando proprio per farci trovare pronti nel caso anche il prossimo, ultimo pronunciamento giudiziario dovesse confermare lo stop del ‘cuore’ del ciclo integrale dello stabilimento. Per questo motivo abbiamo reputato opportuno chiamare a raccolta aziende che vogliano contribuire alla rinascita del territorio. Al momento, hanno aderito più di 10 imprese iscritte alla nostra Associazione con un impegno finanziario arrivato fino ad un massimo di 6 milioni di euro complessivi.
L’intenzione è quella di costituire una società consortile con l’obiettivo di favorire sia il rilancio di Taranto sia la tanto auspicata diversificazione economica partendo dalle bonifiche, visto che in questo gruppo figurano aziende con le competenze adeguate. – Prosegue – E a proposito di diversificazione, si potrebbero avviare interlocuzioni con la Fondazione del Mediterraneo per lo Sport per verificare una possibile collaborazione nell’ottica di contribuire sia alla creazione di nuovi modelli di gestione nello sport sia a valorizzare gli impianti che sono stati realizzati in occasione dei Giochi del Mediterraneo.”
Ma non solo. Il presidente Greco chiarisce che il raggio di azione del costituendo raggruppamento di imprese non deve essere limitato. Anzi. “Questa ‘cordata’ dovrà operare anche per tutto quello che nel prossimo futuro riguarderà le vicende e la riqualificazione dell’ex Ilva. Se dovesse essere ribadita la chiusura dell’area a caldo, non possiamo permetterci di veder svalutato in maniera irreversibile un asset strategico per il Paese. – Si legge nella nota – Di conseguenza, si lavorerà per diventare protagonisti della diversificazione sposando i diversi progetti presentati in questi mesi ed affinché le bonifiche necessarie non rimangano un termine ‘astratto’, così come l’installazione di forni elettrici o di qualsiasi altro piano che possa riqualificare in chiave “green” la produzione dell’acciaio. Ma intendo precisare che quando si parla di rilancio di Taranto non lo si deve intendere limitato solo ad un comparto industriale specifico. Anzi. Si dovrà fare in modo da valorizzare tutte le potenzialità di un territorio che può avere nella cantieristica navale e nel suo Porto elementi trainanti della nostra economia.
Questa iniziativa -conclude il presidente Greco- viene proposta da CONFAPI alle imprese, è aperta a tutte, sia a quelle iscritte sia a quelle che non lo sono. Chiunque volesse partecipare perché ritiene che questo progetto abbia le carte in regola per costruire un futuro migliore in questo territorio e per salvaguardare le proprie aziende sarà il benvenuto.


