La sentenza sulla chiusura dell’area a caldo impone un cambio di passo. Al Mimit confronto con sindacati, industria e operatori siderurgici per definire il futuro del sito
“Dal confronto con tutti gli attori attraverso la tre giorni di incontri a Palazzo Piacentini e dai contributi raccolti, il governo elaborerà, come concordato a Palazzo Chigi, un piano straordinario per Taranto”. É – a quanto si apprende – quanto dichiarato dal ministro delle Imprese, Adolfo Urso, in apertura del tavolo Taranto al Mimit.
“L’incontro di oggi – ha spiegato – si inserisce nel percorso concordato a Palazzo Chigi con le organizzazioni sindacali, avviato ieri con il tavolo tecnico interministeriale, concordato fin dall’inizio a Chigi come incontro tecnico e quindi senza la presenza dei ministri, chiamato ad ascoltare le esigenze e le proposte dei sindacati. Alcune sono già state presentate, altre lo saranno nei prossimi giorni, anche attraverso confronti bilaterali con gli uffici del ministero.
Oggi proseguiamo con il tavolo Taranto sui progetti della reindustrializzazione per il territorio di Taranto; poi incontreremo Confindustria, Federacciai, Federmeccanica e i principali operatori siderurgici nazionali. Domani sarà la volta delle imprese dell’indotto”.
“Dobbiamo necessariamente prendere atto della decisione della Corte d’Appello di Milano, che dispone la chiusura dell’area a caldo entro 90 giorni, a cui i commissari straordinari devono dare attuazione. Il provvedimento della Corte d’Appello è stato già stato inserito nella data room e quindi ai partecipanti alla gara. Alla luce del nuovo scenario, Jindal ha presentato una proposta aggiornata sull’intero perimetro aziendale, che tiene conto della chiusura dell’area a caldo che i commissari stanno valutando”. É – a quanto si apprende – quanto dichiarato dal ministro delle Imprese, Adolfo Urso, in apertura del tavolo Taranto al Mimit. (Radiocor)



