Nell’ora più buia per Taranto, l’ambientalismo partitico sembra essersi eclissato. Risulta non pervenuto. Abbandonata la piazza, i luoghi di una vita, se ne sta seduto comodo nelle stanze del Palazzo. In compagnia di una sinistra senza progetto. Imbelle. Bonelli? Gravame? Le voci del silenzio
Dal Verde ecologista al daltonismo politico il passo è breve. Basta varcare la soglia del Palazzo, incamminarsi lungo il viale delle istituzioni perché tutto cambi. Perché tutto si trasformi. Perché la protesta di piazza, le lotte di una vita, le rivendicazioni moraliste di un tempo diventino uno sbiadito ricordo. La voce del silenzio. Il pretesto per il mutismo selettivo. A Taranto, nella città dell’Ilva, dell’area a caldo (e delle passioni fredde), nella realtà che doveva replicare l’esempio di Bilbao, l’ambientalismo partitico ha smesso di palesarsi. Non parla. Non vede. Non sente. Eclissatosi nella comfort-zone della poltrone si fa, e delle indennità che arrivano puntuali alla fine del mese, si riscopre al verde: di idee; del coraggio coerente. Di un progetto alternativo di società. Di una diversità presunta più che reale.
I ricorsi al Tribunale di Milano vengono effettuati da genitori ai quali è stato negato l’amore materno (e paterno) invece che dalla politica. Dai vinti in luogo dei governi progressisti. Che annoverano tra le proprie fila, ironia della sorte, l’alleanza tra Verdi e Sinistra. Esecutivi non dissimili, in buona sostanza, da quelli di destra. Copie conformi di una deriva programmatica. Dov’è l’onorevole Bonelli nel momento più delicato della storia tarantina? Nel possibile atto finale di una farsa socio-produttiva che perdura, senza soluzioni di continuità, da oltre mezzo secolo? Colui che voleva fare il sindaco nella città che ama i santi stranieri, essendo sprovvista di una borghesia locale, di un pensiero proprio, e che si ritrovò invece “abbracciato” al Nichi Vendola di ‘Ambiente Svenduto’. Prima di legarsi in sodalizio con Fratoianni. I fratelli De Rege della politica italiana. Protagonisti del famoso sketch di Walter Chari, per dirla con le parole divertenti e divertite di Natalia Aspesi.
Dov’è la sinistra di AVS nello sciopero di questa mattina con migliaia di operai esausti, delusi, impauriti del futuro? Dei diritti negati perchè messi, vigliaccamente, in conflitto con altri diritti. Dei novanta giorni fissati dal Tribunale lombardo: argine ultimo prima della deriva democratica. Della macelleria sociale. E dov’è l’assessore Gravame, assessore ambientalista all’Ambiente, nel passaggio cruciale della nostra storia contemporanea? Assessora non pervenuta ad ogni ora della giornata. Assente nel dibattito. Assente nella conferenza stampa organizzate l’altro ieri dai Genitori tarantini. Assente nella sua essenza intangibile. Il mi-raggio verde lo si può vedere bene a Taranto. Qui meglio che in qualsiasi altro posto del pianeta. Al tramonto, o all’alba, dei grandi piccoli ideali scivolati altrove.


