di Maria D’Urso
Consiglio comunale movimentato questo pomeriggio a Palazzo di Città. La protesta dei lavoratori del verde pubblico. E una maggioranza che sembra viaggiare, ormai, in ordine sparso
Chiarezza e stabilità: questo è stato l’urlo disperato dei manutentori del verde di Taranto che si sono presentati, oggi pomeriggio, poco prima che iniziassero i lavori del Consiglio comunale. Salvatore Stasi, Piero Carone di Slai Cobas e Stefano Sibilla di SGC hanno ribadito che, nonostante ci siano state in questi mesi diverse interlocuzioni con l’Ente civico, cinquanta lavoratori resteranno esclusi dal prossimo appalto pubblico: “Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità – hanno tuonato in aula, quando è stata loro concessa l’opportunità di intervenire – perché si tratta di mancanza di rispetto, in primis, verso quei lavoratori che fanno questo mestiere da oltre trent’anni. Non ci spieghiamo come il capitolato e questa gara, a differenza delle precedenti, siano pieni di incongruenze. È una macelleria sociale”. La tensione è culminata in uno scontro tra un gruppo di lavoratori e alcuni consiglieri comunali, dopo che l’assessore all’Ambiente, Fulvia Gravame, ha preferito non intervenire. Qui l’opposizione ha rincarato la dose, uscendo anche dall’aula (tranne Gianni Azzaro) per dimostrare sostegno ai lavoratori. Tuttavia, l’agitazione e i disguidi si sono appianati grazie al tempestivo intervento della Polizia Locale, che è riuscita a sedare gli animi. Dopodiché, la seduta è ripresa con la promessa, da parte dell’assise, di calendarizzare per la prossima settimana il Consiglio comunale monotematico dedicato alla questione, subito dopo la conferenza dei capigruppi. Il numero legale ha consentito l’approvazione dei consecutivi debiti e delle variazioni di bilancio.

La replica di Gravame
Gravame ha replicato alla stampa, spiegando le motivazioni per cui non è intervenuta per tempo: “Noi siamo vicini a questi lavoratori – ha riferito – e lo siamo sempre stati, tant’è che li abbiamo incontrati più volte, anche poco prima che iniziasse la seduta. Siamo sempre stati chiari: non ci sono risorse”. Poi l’assessore ha proseguito chiarendo alcuni punti sull’appalto in corso: “Noi stiamo rispettando il lavoro della Commissione di Gara. Le regole nazionali dicono che la clausola sociale è tutelata. Negli atti della gara ci sono cause storiche e nuovi assunti e chi vincerà le gare potrà attingere con piena autonomia. Tuttavia, le scelte restano una priorità esclusiva delle ditte che noi per ovvie ragioni non siamo tenuti a conoscere” ha concluso Gravame.
E il sindaco Piero Bitetti?
Che in massima assise l’impulsività abbia regnato più volte è uno spettacolo a cui, purtroppo, ci si è ormai abituati ad assistere. Del sindaco Piero Bitetti, oggi, non si è vista neanche l’ombra, dall’inizio fino alla fine della seduta. Che si trattasse di una visita inaspettata o attesa quella dei lavoratori, questo non è dato sapere. Tuttavia, nell’epoca in cui anche un messaggio tempestivo potrebbe servire a colmare una sedia vuota, fa riflettere come quel posto sia rimasto inoccupato. Era vuoto anche quando l’assessore Gravame, e alcuni consiglieri della sua maggioranza, sono finiti nel mirino della collera di alcuni lavoratori, padri di famiglia esasperati, che cercano delle risposte. Oggi dov’era il sindaco Bitetti? Dov’era quando la sua squadra aveva bisogno di lui? Che si tratti di un gioco politico, in cui qualcuno è costretto a fare un dietrofront, dato che del rimpasto di Giunta non s’è fatto più nulla? Chissà se i Verdi, dopo questa situazione, sceglieranno di prendere una posizione netta: dimettersi, prendere le distanze dalla maggioranza oppure, più semplicemente, lavare i panni sporchi in casa. Anche perché, qualora decidessero di fare un passo indietro e uscire dalla maggioranza, non è detto che non ci sia qualcuno, tra i banchi dell’opposizione, disposto a offrire il proprio appoggio. La politica, del resto, trova i suoi nuovi equilibri quando quelli esistenti sembrerebbero vacillare.


