La consigliera comunale Bianca Boshnjaku commenta la rielezione del consigliere Tartaglia alla presidenza della Commissione Servizi. “Dopo le parole pronunciate nei miei confronti, mi sarei aspettata, soprattutto dal Partito Democratico, una presa di posizione chiara. Che non c’è stata”
“La rielezione del consigliere Tartaglia alla presidenza della Commissione Servizi segna per me un passaggio politico che non può essere ignorato. Dopo le parole pronunciate nei miei confronti, l’offesa alle mie origini e la mia denuncia pubblica, mi sarei aspettata, soprattutto dal Partito Democratico, una presa di posizione chiara. Che non c’è stata.” Lo afferma in una nota la consigliera comunale Bianca Boshnjaku a seguito del consiglio comunale tenutosi nella giornata di ieri.
“Ho interessato il partito a ogni livello. Dal partito non è arrivata alcuna risposta. L’unica voce che ha mostrato sensibilità verso quanto accaduto è stata quella del consigliere regionale Cosimo Borraccino, che ringrazio per la vicinanza e la solidarietà che mi ha espresso.
Oggi, però, è accaduto qualcosa di più. L’elezione del presidente avviene a scrutinio segreto e non è quindi possibile attribuire a ciascuno il proprio voto. Soltanto il voto era segreto, la permanenza in Aula no! – Afferma – I consiglieri del Partito Democratico hanno scelto di restare e partecipare alla votazione. Chi avesse voluto dissociarsi in maniera inequivocabile avrebbe potuto non parteciparvi, avrebbe potuto lasciare l’Aula. Il segreto dell’urna può nascondere una scheda, non una responsabilità politica. Ne prendo atto!
Il Partito Democratico è il partito dei diritti civili, è il partito delle panchine rosse, e non può consentire che un consigliere che si è macchiato di quelle gravi affermazioni nei confronti di una donna possa avere, neanche da lontano, il minimo sostegno del PD. Evidentemente, il Partito Democratico di Taranto è diverso da quello nazionale.
Ho militato nel Partito Democratico e continuo ad esserne tesserata perché ho sempre creduto nell’esistenza e nella difesa di diritti che, per loro stessa natura, non possono essere oggetto di negoziazione. – Si legge nella nota – Oggi, invece, il Partito Democratico a Taranto, la segretaria provinciale e il gruppo consiliare, hanno ritenuto quei diritti negoziabili, e non hanno fatto nulla per salvare l’immagine del nostro Partito. Gli hanno sacrificati sull’altare di piccole diatribe di bassa politica, che nulla hanno a che vedere con la dignità, la coerenza e la schiena dritta con cui si dovrebbe stare nelle istituzioni.
Non è la prima volta che pago il prezzo della mia onesta e autonomia. Nel luglio 2025, dopo aver inutilmente esperito ogni tentativo di interlocuzione con i vertici provinciali del Partito Democratico per riportare le dinamiche interne al gruppo entro criteri di correttezza politica e rispetto istituzionale, ho dovuto scegliere di uscire dal gruppo consiliare del Partito Democratico. – Afferma Boshnjaku – Ho sempre pensato che la politica si facesse con le idee, il lavoro, la competenza e la libertà di poter dire anche dei no, soprattutto quando da difendere ci sta la propria dignità.
Forse è proprio questa la mia colpa. Ma esiste un limite oltre il quale la lealtà rischia di diventare rinuncia alla propria dignità. La rielezione del consigliere Tartaglia non è una semplice vicenda relativa alla presidenza di una Commissione. È un atto politico. E come tale lo valuto.
Un partito che rivendica dignità, inclusione, rispetto e diritti deve saperli riconoscere innanzitutto al proprio interno. Il Partito Democratico oggi ha fatto una scelto. Io ne prendo atto e vado avanti. – Prosegue – Finché avrò la colonna vertebrale d’acciaio e le spalle di titanio, ciò che accade intorno a me potrà fare rumore, ma non aggiungerà né toglierà nulla alla mia persona, alle mie convinzioni e, soprattutto, al mio modo di fare politica.
Sono entrata in politica perché credo che la politica debba servire le persone, difendere chi ha meno voce, dare rappresentanza a chi non riesce a farsi ascoltare e costruire una città migliore. – Conclude – Questo continuerò a fare, lo farò con persone che abbiano ancora voglia di costruire, anziché di dividere, che sappiano riconoscere il valore della libertà, della competenza, della lealtà e della dignità.”


