In una nota congiunta i consiglieri dem e il segretario cittadino Giuseppe Tursi replicano alle critiche arrivate sui social e rivendicano la scelta di attendere l’esito del procedimento sulla vicenda Tartaglia
“In un momento storico delicatissimo per la nostra città, non avremmo voluto intervenire su diatribe interne a singoli, ma siamo costretti a farlo per tutelare il Partito Democratico di Taranto, messo in discussione da un post che contiene accuse gravi e ingenerose e riteniamo dunque doveroso dire alcune cose con chiarezza.” Così in una nota i consiglieri Alexia Serio, Alfredo Spalluto, Luca Contrario, Marilena Devito e Stefano Panzano insieme al segretario cittadino Giuseppe Tursi.
“Non accettiamo lezioni di lealtà, etica e dignità istituzionale da chi, appena eletta nella lista del Partito Democratico, ha scelto di lasciare il gruppo consiliare già al primo Consiglio comunale, dopo che non erano state accolte richieste che il gruppo ha ritenuto irricevibili.
Quanto alla vicenda personale con il consigliere Gianni Tartaglia, si tratta di un fatto avvenuto al di fuori dell’attività del consiglio comunale e che, per quanto ci risulta, è stato sottoposto agli organi competenti, anche a seguito delle iniziative assunte da entrambe le parti. – Affermano – Proprio per questo abbiamo scelto, responsabilmente, di non sostituirci a chi dovrà accertare i fatti e di attendere l’evoluzione del procedimento. Questo non significa indifferenza. Significa rispetto delle persone, delle istituzioni e delle procedure. Ciò che invece respingiamo con fermezza è il tentativo di trasformare una vicenda personale in un’accusa politica contro un intero partito.
Tanto più quando chi oggi pretende di impartire lezioni al PD, ha avuto comportamenti e dichiarazioni che riteniamo gravemente offensivi, ha ripetutamente attaccato dirigenti e rappresentanti del nostro partito e, in Consiglio comunale, ha assunto sistematicamente posizioni politiche contrapposte a quelle del gruppo del PD e della maggioranza. – Prosegue la nota – La tessera del Partito Democratico, da sola, non certifica né la lealtà né la militanza. Essere iscritti significa condividere una comunità politica, rispettarne le regole e assumersi la responsabilità delle proprie scelte.
Il PD di Taranto non accetta processi sommari, ricatti morali né patenti di democraticità distribuite sui social. Abbiamo scelto di non alimentare polemiche personali. Ma quando viene messa in discussione la credibilità di un partito intero, tacere non è più possibile. – Concludono – Il Partito Democratico di Taranto continuerà a rispondere delle proprie scelte nelle sedi politiche e istituzionali, non nelle piazze virtuali delle accuse personali.”


