Le esponenti del Partito Democratico intervengono dopo le parole del sindaco Bitetti sul burqa: “Servono risorse, inclusione e pari opportunità”
“Il Partito Democratico crede in una scuola pubblica capace di tenere insieme diritti, regole, rispetto delle persone e integrazione. Il rispetto delle regole vale per tutti, ma non possiamo trasformare la presenza di bambini e ragazzi stranieri o le differenze culturali in un problema da cui difendersi.” Lo afferma in una nota la segretaria provinciale del Pd, Anna Filippetti, intervenendo sulle parole del sindaco di Taranto Piero Bitetti in merito al tema dell’integrazione scolastica e alla sua posizione favorevole al divieto del burqa.
“La nostra idea di integrazione è un’altra: lingua italiana, scuola, dialogo, rispetto reciproco e pari opportunità. È così che si costruisce una comunità più forte, non alzando muri o alimentando contrapposizioni identitarie. – Sottolinea – Su questo il PD è chiaro: integrare è una responsabilità, non una concessione. E la scuola deve essere il primo luogo in cui questa responsabilità si realizza.”
Sul tema è intervenuta anche l’onorevole del Partito Democratico Francesca Viggiano. “In una città che attraversa una delle crisi più gravi della sua storia, sul piano del lavoro, sociale e culturale, e che fatica a trovare una direzione comune, davvero la priorità sarebbero le bambine con il burqa? Personalmente, nelle scuole di Taranto, non ne ho mai viste. – Sottolinea – Ho visto, invece, edifici che hanno bisogno di manutenzione, palestre da riqualificare, spazi da rendere sicuri e accessibili. Ho ascoltato dirigenti, docenti e personale scolastico chiedere risorse per garantire ai ragazzi condizioni dignitose in cui studiare e crescere. È di questo che dovremmo discutere. È questo che dovremmo chiedere al Governo, con forza e senza accontentarsi di promesse: più soldi per la scuola, a tutto tondo.
Il Governo Meloni sceglie invece di mettere al centro della propria iniziativa politica il burqa e i limiti alla presenza degli alunni stranieri. Trasformare la provenienza dei bambini nel problema della scuola è oltraggioso. Alimenta divisioni e offre un bersaglio facile, mentre le questioni concrete continuano ad aspettare. – Evidenzia la Viggiano – Le difficoltà linguistiche richiedono strumenti, insegnanti e percorsi di inclusione. E le scelte politiche devono rispettare una direzione costituzionale chiarissima: la scuola è aperta a tutti e la Repubblica ha il compito di rimuovere gli ostacoli che producono disuguaglianze.”
Per l’esponente del Pd, la priorità per la città di Taranto è rivendicare ciò che manca e difendere il diritto a imparare di ogni bambino. “Taranto ha bisogno di una politica capace di tenere insieme la città, di darle prospettive e di pretendere risorse all’altezza dei suoi bisogni. – Conclude – Per noi del Partito Democratico, spostare l’attenzione dalle carenze della scuola alla nazionalità degli alunni è inaccettabile. La scuola pubblica va finanziata, il lavoro di chi la tiene in piedi va riconosciuto, il futuro di tutti i bambini va difeso. Su questo non resteremo in silenzio.”


