Fim, Fiom e Uilm: “La richiesta di CIGS anticipa scenari che dovevano essere affrontati dopo la sentenza della Cassazione”
Le Organizzazioni Sindacali intervengono a seguito della comunicazione trasmessa il 29 settembre 2026 dalla direzione di Acciaierie d’Italia in Amministrazione Straordinaria, relativa all’avvio del procedimento per la richiesta di CIGS ai sensi dell’articolo 7, comma 10-ter, del DL 148/1993, convertito nella Legge 236/1993. Alla luce dei contenuti della comunicazione aziendale, le Organizzazioni Sindacali hanno richiesto un incontro urgente, ritenendo necessario un confronto immediato sugli scenari prospettati dall’azienda: “La missiva – sottolineano le organizzazioni sindacali – anticipa tematiche già affrontate con il Ministero del Lavoro e che, come convenuto nell’incontro tenutosi a Palazzo Chigi il 16 settembre scorso, avrebbero dovuto essere oggetto di discussione esclusivamente in occasione dell’eventuale fermata dell’area a caldo, a valle della sentenza della Corte di Cassazione prevista per il prossimo 20 ottobre”.
A destare particolare preoccupazione è il riferimento contenuto nella comunicazione aziendale al numero massimo dei lavoratori potenzialmente coinvolti, con un impatto che potrebbe interessare l’intero stabilimento di Salerno e produrre, secondo quanto prospettato dalla stessa Acciaierie d’Italia, un effetto a cascata sul sistema produttivo. L’azienda, infatti, collega la possibile cessazione dell’esercizio dell’area a caldo alla “prossima strutturale modifica degli assetti produttivi dello stabilimento di Taranto”, evidenziando come il fermo produttivo imposto dal provvedimento giudiziale comporterebbe “la conseguente impossibilità di alimentazione, almeno fino alla complessiva riorganizzazione produttiva del Gruppo, delle attività a valle del ciclo produttivo dell’area a caldo e delle funzioni di staff connesse alle attività”. Per le Organizzazioni Sindacali si tratta di uno scenario di particolare gravità, che rischia di produrre conseguenze ben oltre il perimetro dell’area a caldo, coinvolgendo progressivamente le attività collegate e, di conseguenza, migliaia di lavoratori.
A preoccupare ulteriormente il sindacato è anche la preventiva comunicazione relativa al pagamento diretto della CIGS da parte dell’INPS, una modalità che, evidenziano le organizzazioni, “risulta ancora oggetto di discussione nell’ambito del Decreto che il Governo dovrebbe adottare per la gestione dell’eventuale emergenza”. “Riteniamo necessario – concludono le Organizzazioni Sindacali – un chiarimento immediato da parte dell’azienda e delle istituzioni competenti. Non è possibile anticipare scenari e conseguenze occupazionali che, secondo gli accordi e quanto discusso a Palazzo Chigi, avrebbero dovuto essere affrontati alla luce della decisione della Corte di Cassazione”. Le Organizzazioni Sindacali restano pertanto in attesa di una convocazione urgente, ritenendo indispensabile un confronto tempestivo per fare chiarezza sulle prospettive produttive e occupazionali e sulle misure che il Governo intenderà adottare.



