di Angelo Nasuto
La giovane massafrese premiata al concorso “Start Up Taranto – Giovani innovatori” con un progetto che unisce pesca, tutela ambientale e tecnologie digitali
Dalla provincia ionica alla ribalta della cronaca provinciale grazie a un progetto che punta a coniugare innovazione, tutela ambientale e nuove opportunità per il comparto della pesca. È il caso di Ileana Pirillo, studentessa di Scienze giuridiche per l’immigrazione e l’interculturalità nella pubblica amministrazione, che ieri a Taranto, nell’ambito della Notte dei Ricercatori, è stata premiata nella sezione “Premiazione Concorso Start Up Taranto – Giovani innovatori”. Per lei un attestato e un premio in denaro.
Al centro del progetto c’è la Blue-Track Experience, un’idea pensata per accompagnare la transizione ecologica e digitale di Taranto, città da anni al centro del dibattito sulle questioni ambientali. Il progetto parte da una delle risorse identitarie del capoluogo ionico: il mare, e in particolare dal comparto della pesca. Di fronte alle difficoltà che interessano il settore e al problema dell’inquinamento da plastica, la proposta di Pirillo punta a superare il modello tradizionale, trasformando i pescherecci in vere e proprie “sentinelle del mare”.
Il progetto si sviluppa attorno a tre pilastri. Il primo è il monitoraggio IoT integrato, attraverso l’installazione a bordo di sensori in grado di rilevare in tempo reale parametri ambientali come temperatura, pH e presenza di microplastiche. I dati raccolti potrebbero essere messi a disposizione di enti di ricerca e istituzioni, contribuendo alla conoscenza dello stato dell’ecosistema marino.
Il secondo riguarda il turismo attivo e l’“Eco-Citizenship”. L’idea è proporre ai visitatori un’esperienza partecipativa, coinvolgendoli nelle attività di recupero dei rifiuti marini. In cambio, i partecipanti potrebbero ottenere “Blue Credits”, spendibili nelle attività partner del territorio.
Il terzo pilastro è la tracciabilità attraverso la blockchain. Ogni pescata genererebbe un QR Code dinamico attraverso il quale certificare la freschezza del prodotto e documentare l’impatto ambientale dell’attività del pescatore, compresa la quantità di plastica eventualmente rimossa dal mare.
Rispetto al tradizionale pescaturismo, la Blue-Track Experience punta quindi a introdurre una vera e propria certificazione d’impatto, riconoscendo al pescatore anche un ruolo di custode dell’ambiente marino. L’obiettivo è diversificare le sue fonti di reddito, rafforzando al tempo stesso la sostenibilità economica del comparto.
“Credo fortemente in questo progetto – ha affermato Pirillo – perché rappresenta l’opportunità di dimostrare come l’innovazione tecnologica, unita al sapere accademico e alle radici storiche della nostra terra, possa trasformare un’area di crisi in un laboratorio di eccellenza per la Blue Economy internazionale”.
L’obiettivo dichiarato della proposta è dimostrare che tutela ambientale e sviluppo economico possono procedere insieme, facendo di Taranto un possibile laboratorio per la Blue Economy e attribuendo ai pescatori nuove opportunità di reddito e un ruolo centrale nella tutela del mare.



