“Il governo prenda le redini del futuro della siderurgia in Italia, i lavoratori non accetteranno di pagare le scelte sbagliate della politica e delle Istituzioni“
“Nel prossimo incontro a Palazzo Chigi sul destino dell’ex Ilva, in programma l’8 settembre, non accetteremo solo di essere informati, vogliamo risposte operative rispetto al piano straordinario che abbiamo presentato il 28 luglio scorso”. Lo dichiarano in una nota congiunta Loris Scarpa e Francesco Brigati, rispettivamente coordinatore nazionale siderurgia Fiom-Cgil e segretario generale Fiom-Cgil di Taranto e della Puglia, i quali chiedono il ‘blocco dei licenziamenti’ annunciati da Aigi oggi.
“La situazione dell’ex Ilva – affermano – e’ sempre piu’ drammatica come dimostrano le prime lettere di licenziamento collettivo arrivate oggi da parte di 28 aziende per un totale di 2500 lavoratori. Abbiamo sempre detto che con la fermata dell’ex Ilva ci sarebbe stato un effetto domino a partire dall’indotto. E’ inaccettabile l’Ilva si stia fermando non per il decreto della Corte di appello di Milano ma per l’incapacita’ del governo di ascoltare e prendere decisioni nell’interesse del Paese. Sono passati quasi due anni da quando c’e’ stato il commissariamento che doveva salvarci dalla gestione predatoria di ArcelorMittal ed ora iniziano ad arrivare i primi licenziamenti”.
“Il governo – aggiungono – prenda le redini del futuro della siderurgia in Italia, i lavoratori non accetteranno di pagare le scelte sbagliate della politica e delle Istituzioni. Abbiamo la necessita’ di trovare misure straordinarie per i lavoratori, ma soprattutto di rilanciare la siderurgia attraverso l’intervento pubblico’. (Radiocor)



