Il documento riguarda lo stato di avanzamento delle operazioni di chiusura degli impianti e i relativi effetti sull’ambiente. Ed è proprio su questo secondo aspetto che, secondo il legale, emerge un elemento particolarmente significativo. Nella relazione viene infatti affermato che, con la sospensione della produzione, verranno azzerate tutte le emissioni convogliate e diffuse degli impianti dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico
È sulla relazione tecnica depositata da ILVA e Acciaierie d’Italia in occasione dell’udienza odierna che si concentra l’attenzione di Maurizio Rizzo Striano, avvocato dei Genitori Tarantini e promotore dell’azione inibitoria contro l’ex Ilva, sfociata nel decreto di luglio dei giudici milanesi che impone la fermata dell’area a caldo entro la fine di ottobre. Il documento riguarda lo stato di avanzamento delle operazioni di chiusura degli impianti e i relativi effetti sull’ambiente. Ed è proprio su questo secondo aspetto che, secondo il legale, emerge un elemento particolarmente significativo. Nella relazione viene infatti affermato che, con la sospensione della produzione, verranno azzerate tutte le emissioni convogliate e diffuse degli impianti dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico. Contestualmente, si legge nel documento, verrà azzerata anche la produzione di rifiuti connessi agli impianti dell’area a caldo, mentre sarà significativamente ridotto il prelievo e il consumo di acqua.
Ma è soprattutto la conclusione della relazione a richiamare l’attenzione di Rizzo Striano. La fermata degli impianti dell’area a caldo, viene riportato nel documento, comporterà “la conseguente eliminazione della totalità delle emissioni collegate al processo di produzione”.
Un passaggio che l’avvocato considera particolarmente rilevante nell’ambito del ricorso promosso dai Genitori Tarantini. “Oggi non siamo più soltanto noi, come genitori tarantini e promotori del ricorso, a sostenere che la cessazione delle attività dell’area a caldo avrebbe effetti diretti e significativi sull’ambiente e sulla salute”, sottolinea Rizzo Striano. Secondo il legale, infatti, a mettere nero su bianco questo dato sono ora le stesse ILVA e Acciaierie d’Italia, attraverso una relazione tecnica depositata nell’ambito del procedimento giudiziario. «È la stessa ILVA, insieme ad Acciaierie d’Italia, a mettere nero su bianco, in una relazione tecnica depositata in sede giudiziaria, che la sospensione della produzione determinerà l’eliminazione delle emissioni legate al processo produttivo», evidenzia.
Per Rizzo Striano si tratta quindi di “un dato importante”, che viene rimesso all’attenzione del giudice e della città. Il riferimento è alla battaglia portata avanti negli anni dai Genitori Tarantini affinché venissero considerati gli effetti ambientali e sanitari legati alla produzione siderurgica: “Per anni abbiamo chiesto che venissero considerati con attenzione gli effetti ambientali e sanitari della produzione siderurgica. Oggi una parte di quelle considerazioni trova una conferma testuale nella documentazione prodotta dalle stesse società coinvolte”, conclude l’avvocato.



