Il legale dell’Associazione Genitori Tarantini richiama la tutela della salute e dell’ambiente e chiede un nuovo modello di sviluppo per la città ionica
“Non penso che la Cassazione possa smentire se stessa. Deve essere assicurata, in via prioritaria, la tutela del diritto alla salute e all’ambiente rispetto a ogni altro tipo di diritto”. Lo ha dichiarato l’avvocato Maurizio Rizzo Striano, legale dell’Associazione Genitori Tarantini, intervenendo ai microfoni di Rai News 24 a tre settimane dall’udienza in Cassazione sul futuro dello stabilimento siderurgico di Taranto.
Rizzo Striano ha espresso la convinzione che la Suprema Corte possa confermare il provvedimento della Corte d’Appello di Milano e quanto stabilito dai giudici di Lussemburgo, con la conseguente chiusura dell’area a caldo dell’ex Ilva.
“La produzione a carbone in mezzo a due città, Taranto e Statte, rappresenterà sempre e comunque un pericolo grave per la salute”, ha affermato l’avvocato, secondo il quale occorre “prepararsi all’ultimo atto” del gruppo siderurgico.
Per Rizzo Striano, la chiusura dello stabilimento rappresenterebbe un’opportunità per consentire a Taranto di intraprendere un percorso di sviluppo alternativo. Una posizione che, ha sottolineato, si lega alla lunga battaglia condotta dall’associazione sul fronte della tutela della salute e dell’ambiente.
Nel corso dell’intervista, l’avvocato ha inoltre ricordato la manifestazione in programma a Taranto il 17 ottobre. “Una manifestazione con migliaia di partecipanti dovrebbe indurre la politica a ripensare sugli errori enormi che tutti i governi hanno fatto, – conclude – ma soprattutto nel proporre uno sviluppo che sia ancora legato all’acciaio, con una nuova area a caldo che sarà di poco meno inquinante, ma che impatterà comunque su Taranto, che se dovesse essere realizzata riguarderà il futuro di Taranto per altro mezzo secolo.”



