Dopo la decisione dei giudici di Milano, il Governo apre una settimana di incontri con sindacati, imprese e istituzioni per affrontare l’emergenza del siderurgico tarantino
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha annunciato l’avvio di una serie di incontri dedicati al futuro dell’ex Ilva di Taranto, dopo il provvedimento della Corte d’Appello di Milano che ha disposto la chiusura dell’area a caldo entro 90 giorni.
Secondo il ministro, la decisione dei giudici rischia di produrre conseguenze significative sul piano industriale, occupazionale e sociale. “Sull’ex Ilva serve la massima responsabilità e azioni immediate”, ha dichiarato.
Il primo appuntamento è in programma martedì 4 agosto con un tavolo tecnico che riunirà Governo e organizzazioni sindacali. L’obiettivo è definire un piano straordinario per contenere gli effetti dello stop degli impianti e salvaguardare il tessuto produttivo e l’occupazione. “Il confronto – ha spiegato Urso – dovrà servire a disinnescare, per quanto possibile, le conseguenze produttive e occupazionali”.
Mercoledì 5 agosto sono previsti due ulteriori incontri. Il primo sarà dedicato al Tavolo Taranto, nel quale saranno esaminati i progetti di sviluppo industriale per il territorio e le manifestazioni di interesse da parte di nuovi investitori. Il secondo vedrà la partecipazione di Confindustria, Federacciai, Federmeccanica e delle principali aziende del comparto siderurgico per un confronto sulle prospettive del settore.
Il ciclo di appuntamenti si concluderà giovedì 6 agosto con un incontro riservato alle imprese dell’indotto, considerate dal ministro le prime a subire gli effetti immediati della sospensione dell’attività dell’area a caldo.
Urso ha infine ribadito la necessità di intervenire in tempi rapidi per evitare un aggravamento della crisi. “Il provvedimento della Corte d’Appello di Milano rischia di innescare una bomba sociale”, ha affermato, sottolineando che il tempo a disposizione per individuare soluzioni efficaci è ormai limitato.



