di Angelo Nasuto
L’ispezione della Polizia Locale ha evidenziato abusi urbanistici, carenze igienico-sanitarie e violazioni delle norme di sicurezza. Il Comune: “La libertà di culto va garantita nel rispetto della legge”
L’amministrazione comunale di Massafra interviene sul rispetto delle norme in materia di sicurezza e destinazione d’uso degli immobili. Con un’ordinanza firmata dalla sindaca Giancarla Zaccaro è stato disposto lo sgombero immediato e il divieto di utilizzo di un locale situato in viale Marconi, utilizzato come luogo di aggregazione e di culto.
L’immobile, negli ultimi mesi, era diventato punto di riferimento per numerosi cittadini stranieri che vi si riunivano per attività religiose. Secondo quanto emerso, il locale sarebbe stato adibito a luogo di culto senza le autorizzazioni previste e in assenza dei requisiti richiesti dalla normativa vigente.
Alla base del provvedimento vi sono gli esiti di un’ispezione effettuata dalla Polizia Locale il 4 luglio scorso, durante la quale sono state riscontrate diverse irregolarità. Tra queste, un abuso urbanistico legato al cambio di destinazione d’uso dell’immobile, oltre a criticità sotto il profilo igienico-sanitario e della sicurezza.
Nel verbale vengono segnalati, in particolare, la presenza di elevata umidità e muffe, l’assenza di finestre, condizioni di sovraffollamento con la presenza di numerose persone e carenze nelle vie di fuga. Sono stati inoltre rilevati un impianto elettrico non conforme, la presenza di materiali combustibili e ulteriori elementi ritenuti incompatibili con i requisiti di sicurezza previsti per un locale aperto al pubblico.
L’ordinanza dispone lo sgombero dell’immobile entro dieci giorni dalla notifica e il divieto assoluto di accesso e utilizzo fino al ripristino delle condizioni di agibilità e sicurezza. In caso di mancato rispetto del provvedimento, il Comune procederà con l’apposizione dei sigilli e con la segnalazione dei responsabili all’Autorità giudiziaria, ai sensi dell’articolo 650 del Codice penale.
L’amministrazione comunale sottolinea che il provvedimento non riguarda la libertà di professare la propria fede religiosa, ma esclusivamente il rispetto delle norme che disciplinano la sicurezza, la salute pubblica e la regolare destinazione d’uso degli immobili.
Nelle scorse settimane la presenza di numerosi fedeli in viale Marconi aveva suscitato attenzione e dibattito tra i residenti. L’ordinanza chiarisce tuttavia che il provvedimento è motivato dalle irregolarità riscontrate durante i controlli e non dall’attività religiosa svolta all’interno del locale.



