Secondo l’ Aifa, solo nei primi due mesi del 2026 le Asl pugliesi hanno speso per i farmaci 83,5 milioni in più con uno sforamento del 14%, rispetto al limite fissato dal Ministero (216 milioni in totale, il limite invece era fissato a 133)
Il report dell’ Agenzia italiana del Farmaco, mette in evidenza un dato: tutte le regioni italiane, hanno speso più soldi rispetto al budget fissato. “La spesa farmaceutica pubblica complessiva (convenzionata, acquisti diretti e ossigeno) ammonta a 4.529,7 milioni di euro, registrando un’incidenza sul FSN pari al 19,31%”.
La Puglia però ,dopo la Campania e la Sardegna risulta essere tra i primi posti. Per fronteggiare la spesa, come ha ricordato il Quotidiano di Puglia “la giunta Decaro è già intervenuta con alcune delibere per stringere la cinghia, ma probabilmente serviranno ulteriori provvedimenti”. Il limite di 210 milioni per la spesa farmaceutica era stato superato già nel 2025, le previsioni per la fine del 2026 potrebbero apparire peggiori.
Secondo i dati riportati dall’Aifa il trend di crescita riguarda soprattutto la spesa convenzionata (nelle farmacie, +5,4%), sembra stabilizzarsi la spesa diretta (ospedaliera. +0,6%).
Tra i problemi più evidenti per la sanità pugliese c’è proprio la spesa farmaceutica diretta: “in sei anni – scrive Damiani – dal 2019 al 2024, le Asl pugliesi hanno “bruciato 1,45 miliardi di euro, superando sistematicamente il tetto, una media di circa 240 milioni di euro annui. Nel solo 2024 lo sforamento ha raggiunto 268 milioni, il valore più elevato”.
Nel caso specifico della Puglia, a incidere sulla spesa farmaceutica, ci sono i costi dei farmaci innovativi e di quelli oncologici. Il disavanzo sanitario di 350 milioni palesato già nel 2025, ha creato un buco che costringerà la Puglia a restare in Piano di rientro anche nel 2027. Per altri 18 mesi quindi, la gestione sarà monitorata dal Ministero della Salute e dell’ Economia. I pugliesi stanno però già pagando questo passivo, con l’ aumento dell’ Irpef da parte Governatore Decaro.



