I sindacati FP CGIL, CISL FP e FISASCAT CISL proclamano lo stato di agitazione
Riceviamo e pubblichiamo per intero la nota
Una situazione di grave allarme sociale e occupazionale si registra nel centro diurno socio-educativo e riabilitativo “Peppino Mesto – Luana Finotto” di Taranto.
Le organizzazioni sindacali Fp Cgil Taranto, Cisl Fp Taranto Brindisi e Fisascat Cisl Taranto Brindisi, insieme alle lavoratrici, ai lavoratori e alle famiglie degli utenti del Centro, in un documento, respingono al mittente la procedura di licenziamento collettivo avviata dalla cooperativa sociale “La Vela”, concessionaria della struttura, che per ora ha portato al fallimento dei tentativi di conciliazione esperiti lo scorso 29 settembre.
Alla base della vertenza, però, c’è la decisione unilaterale da parte della direzione generale dell’Asl Taranto di non erogare più la quota di propria spettanza destinata a retribuire le figure aggiuntive degli Operatori socio sanitari (Oss).
L’Azienda sanitaria locale, appellandosi a una direttiva (il regolamento regionale n. 5 del 2019), sostiene che tali operatori possano essere finanziati solo nel caso in cui i pazienti, in questo caso disabili gravi che necessitano di un’assistenza attenta e specifica, frequentino strutture di tipo riabilitativo e non, quindi, i centri diurni. Secondo l’Asl, le risorse finanziarie aggiuntive dovrebbero invece essere garantite dal Comune di Taranto, che continuerà a fare la propria parte, o direttamente dalle famiglie. Una presa di posizione, questa, che i sindacati contestano fortemente.
Inoltre, i segretari di Fp Cgil Taranto (Alessio D’Alberto), di Cisl Fp Taranto Brindisi (Flavia Ciracì) e di Fisascat Cisl Taranto Brindisi (Maria Scala Vinci), rivolgendosi al Prefetto, al Comune di Taranto e alla stessa Asl, denunciano anche la totale assenza di riscontri da parte dell’Azienda sanitaria locale ai ripetuti inviti a partecipare ai tavoli di negoziazione, “configurando – sottolineano – una palese violazione del diritto di informazione e confronto”.
A pagare il prezzo più alto di questa situazione, però, non saranno soltanto i 6 lavoratori dichiarati in esubero e privati della propria stabilità occupazionale e salariale, ma anche i 10 utenti affetti da disabilità grave che frequentano il centro “Peppino Mesto – Luana Finotto”, inseriti peraltro in un percorso virtuoso di inclusione e socializzazione che oggi rischia di essere drammaticamente compromesso.
Per Fp Cgil Taranto, Fp Cisl e Fisascat Cisl Taranto Brindisi, “lasciare le famiglie in una condizione di totale abbandono istituzionale è inaccettabile”.
Per queste ragioni, le segreterie territoriali di Fp Cgil Taranto, Cisl Fp e Fisascat Cisl Taranto Brindisi hanno proclamato formalmente lo stato di agitazione e indetto un sit-in di protesta che si terrà il prossimo 9 ottobre, a partire dalle ore 10.30, davanti alla sede della direzione generale dell’Asl di Taranto in viale Virgilio. Contestualmente, i sindacati hanno richiesto l’immediato intervento del Prefetto di Taranto e la convocazione urgente di un tavolo di conciliazione. E in assenza di risposte concrete e di garanzie occupazionali per tutto il personale interessato, le organizzazioni sindacali “sono pronte – assicurano D’Alberto, Ciracì e Scala Vinci – a intensificare la mobilitazione con ulteriori azioni di lotta e anche con lo sciopero”.
credit foto Pg fb centro diurno



