In una regione che, fatta eccezione per il Lecce, attraversa un momento nel quale non mancano difficoltà e segnali di regressione, la Virtus Francavilla rappresenta una realtà particolarmente interessante
Virtus Francavilla, quando il progetto vale più dei nomi. Prima in classifica, imbattuta, cinque vittorie consecutive, coppa Italia inclusa. Ma dietro i numeri c’è soprattutto una società che ha scelto di costruire il futuro
A volte la classifica racconta soltanto una parte della storia. Quella della Virtus Francavilla, prima nel girone H di Serie D e ancora imbattuta, racconta invece qualcosa di più. Racconta di una squadra costruita senza nomi altisonanti, con appena cinque calciatori sopra i trent’anni, e di una società che ha scelto di puntare sull’organizzazione, sui giovani e sulla programmazione.
I numeri, intanto, sono eloquenti: cinque vittorie consecutive, quattro in campionato e una in Coppa Italia. Un percorso ancora più significativo se si considera che, dall’inizio della stagione, la squadra ha dovuto fare a meno di quattro elementi potenzialmente titolari come Coniglio, Latagliata, Chiam e Lombari, tutti fermi per infortunio. Eppure la Virtus ha continuato a vincere.
L’ultima conferma è arrivata domenica a Martina Franca, dove sono stati schierati quattro giovani under. Qualche settimana prima, nel derby contro il Brindisi, era arrivato addirittura l’esordio di un ragazzo classe 2009 proveniente dalla Juniores. Non è soltanto una questione di età. È una precisa filosofia.
Quando i giovani giocano davvero
Nel calcio si parla spesso di valorizzazione dei giovani. A Francavilla, però, i giovani giocano davvero, anche dentro una squadra che sta competendo per le posizioni di vertice. È questo uno degli aspetti più interessanti del progetto: non c’è contrapposizione tra risultati e crescita dei ragazzi. Le due cose stanno viaggiando insieme.
E alcuni dei giovani del settore giovanile, come già accaduto in passato, hanno attirato l’attenzione di società di categoria superiore. Un altro segnale che il lavoro sul vivaio sta producendo valore. Ma sarebbe riduttivo fermarsi alla prima squadra.
La vera forza è la società
Dietro questa Virtus c’è infatti una società che negli ultimi tempi ha avuto la capacità di rimodulare il proprio progetto, scegliendo una strada più sostenibile e programmata. In questo percorso è evidente il ruolo del presidente Antonio Magrì, che ha avuto la volontà di cambiare impostazione e di costruire un modello nel quale il risultato sportivo sia la conseguenza di una struttura organizzata, e non l’unico obiettivo.
La Nuovarredo Arena rappresenta bene questa filosofia: una realtà di impiantistica sportiva importante, sulla quale la società ha investito e che contribuisce a dare alla Virtus una dimensione adeguata alle proprie ambizioni.
Perché il calcio non si costruisce soltanto acquistando giocatori. Si costruisce con le strutture, con il settore giovanile, con le competenze, con la programmazione e con una gestione societaria capace di guardare oltre la singola stagione.
E a Francavilla è tornato l’entusiasmo. Forse è questo il risultato più bello, al di là della classifica. Dopo due stagioni che avevano inevitabilmente raffreddato la partecipazione, la Virtus ha restituito entusiasmo alla città.
Le vittorie hanno certamente riacceso la passione, ma dietro questa nuova partecipazione c’è anche la percezione di una società che ha ritrovato una direzione e di una squadra nella quale la gente può riconoscersi. Una squadra giovane, organizzata, competitiva e capace di sopperire anche alle assenze.
Una nicchia virtuosa nel calcio pugliese
In una regione che, fatta eccezione per il Lecce, attraversa un momento nel quale non mancano difficoltà e segnali di regressione, la Virtus Francavilla rappresenta una realtà particolarmente interessante. Non perché abbia già raggiunto un traguardo definitivo, ma perché sta dimostrando che esiste un’altra strada.
Una società sana, una struttura importante, un settore giovanile che produce prospettive, una prima squadra competitiva e una programmazione precisa. È soprattutto questo il merito di Antonio Magrì e della sua società: aver compreso che nel calcio il risultato può essere la conseguenza di un progetto, non necessariamente il progetto stesso.
Oggi la Virtus è prima, imbattuta e reduce da cinque vittorie consecutive. Domani, naturalmente, sarà un’altra storia. Ma una cosa è già evidente: a Francavilla il calcio è tornato ad avere un futuro. E forse è proprio questo, più ancora della classifica, il dato che merita di essere sottolineato.


