Dopo sei giornate non è giusto parlare di verdetti. E’ più giusto parlare di gerarchie. Squinzano, Canosa e Taranto hanno gli elementi per contendersi la promozione. Lo Squinzano ha già dimostrato continuità e solidità. Il Canosa ha costruito un progetto esplicitamente orientato alla Serie D affidandosi a un allenatore che conosce bene la strada per arrivarci. Il Taranto deve dimostrare che il cambio di allenatore ha realmente prodotto la svolta
Dopo sei giornate, il campionato di Eccellenza pugliese comincia a delineare una gerarchia più precisa. In testa Squinzano, autore di un avvio sorprendente e finora impeccabile: cinque vittorie e un pareggio, 16 punti. Alle sue spalle Canosa, a quota 15, quindi Taranto insieme a Trani e Ostuni a 12.
Al di là della classifica, però, è già possibile individuare una prima linea di demarcazione. Diverse squadre hanno mostrato un rendimento troppo discontinuo e, soprattutto, non sembrano avere organici e struttura tecnica sufficienti per sostenere nel lungo periodo un progetto da Serie D. Questo non significa che il campionato sia già deciso, ma che la corsa al vertice sembra restringersi soprattutto a Squinzano, Canosa e Taranto.
Squinzano, non soltanto una sorpresa
Lo Squinzano è senza dubbio la rivelazione di questo primo scorcio di stagione. Ma definirlo semplicemente sorpresa rischia di ridimensionare il lavoro che la società sta portando avanti.
Il progetto va oltre la costruzione della squadra per la stagione in corso. Antonio Cocciolo, già capitano e oggi direttore generale, sta lavorando alla trasformazione del percorso degli ultimi anni in una struttura societaria più stabile. La corsa alla Serie D non si costruisce soltanto attraverso undici giocatori di qualità, ma con un progetto capace di sostenere, nel tempo, le proprie ambizioni.
La rosa presenta esperienza e qualità: Nicola Citro, Simone D’Anna e Matthew Bonicelli sono nomi che danno peso all’organico, mentre Montinaro è un riferimento per esperienza e gestione del centrocampo.
I numeri, intanto, parlano chiaro: 16 punti in sei giornate. E soprattutto lo Squinzano ha già superato uno degli esami più interessanti, battendo il Trani. Restano gli scontri diretti con Canosa e Taranto, per fornire indicazioni più significative. Lì si comprenderà se la partenza lanciata può trasformarsi in una vera corsa alla Serie D. Per ora la continuità di risultati, la qualità dell’organico e la solidità del progetto societario autorizzano a considerare lo Squinzano una seria candidata alla promozione.
Canosa, il progetto più dichiaratamente orientato alla Serie D
Se lo Squinzano rappresenta la sorpresa, il Canosa è probabilmente la squadra che ha costruito il proprio progetto con maggiore chiarezza rispetto all’obiettivo dichiarato.
Il presidente Di Nunno non ha nascosto l’ambizione: vincere il campionato e portare il Canosa in Serie D. In questo senso la conferma di Pasquale De Candia appare perfettamente coerente con il progetto. De Candia conosce profondamente la categoria e il mercato dei giocatori che la alimenta. Le sue esperienze, con quattro promozioni in Serie D, tra cui quelle ottenute con Casarano, Manfredonia e Barletta, rappresentano un patrimonio tecnico difficilmente trascurabile.
Ma il valore dell’allenatore non è soltanto nei precedenti. De Candia sa costruire e gestire rose competitive, leggere la partita e soprattutto trasmettere una mentalità ambiziosa. Il Canosa possiede una precisa identità: squadra propositiva, verticale, costruita per cercare il risultato e non semplicemente per amministrarlo.
Anche l’organico è coerente con l’obiettivo. Lattanzio e Di Piazza rappresentano le punte di diamante, Sante Russo è un’integrazione significativa arrivata dal mercato, mentre l’esperienza di Visani contribuisce a dare solidità al reparto difensivo. Il dato interessante è la coerenza complessiva del progetto: presidenza ambiziosa, allenatore specialista in promozioni, ossatura confermata, mercato mirato e obiettivo dichiarato.
Domenica arriva il primo vero appuntamento della stagione: il Canosa riceverà il Taranto. Una partita che non assegnerà il campionato, ma si esprimerà sulle reali ambizioni delle due squadre.
Taranto, il calendario non offre alibi
Il discorso sul Taranto è inevitabilmente diverso. La stagione è partita con il piede sbagliato: dopo appena tre giornate sono arrivati l’esonero dell’allenatore e quello del direttore sportivo, lasciando emergere un progetto sportivo difficile da decifrare.
La proprietà dispone di importanti risorse patrimoniali, ma le scelte calcistiche hanno prodotto più interrogativi che certezze. La sensazione che emerge dall’esterno è quella di un progetto ancora alla ricerca di una precisa identità.
Con l’arrivo di Tiozzo il Taranto ha cambiato passo sul piano dei risultati: tre partite di campionato e tre vittorie. Ma è altrettanto vero che gli avversari affrontati sono stati Racale, Maglie e Novoli, squadre della classifica peggiore. Difficile pertanto stabilire quanto le vittorie siano indicative del reale valore raggiunto dal Taranto.
La Coppa Italia offre un valido metro di valutazione. Il pareggio ottenuto contro l’Ostuni costringerà i rossoblù a giocarsi il passaggio del turno nel ritorno allo stadio della Città Bianca. Vincere, o impattare realizzando almeno due gol. Poi si andrà a Canosa. Ed è proprio qui che cambia il significato della settimana del Taranto.
Finora Tiozzo ha lavorato con un calendario che non gli ha imposto confronti diretti con squadre di vertice. Ora arrivano la gara di Coppa con l’Ostuni e la trasferta di Canosa, entrambe offriranno indicazioni molto più concrete e reali.
Al Taranto non manca l’esperienza. Il problema è comprendere quanto questa esperienza sia realmente funzionale alle caratteristiche dell’Eccellenza. I tanti giocatori scesi di categoria, la sovrapposizione di uomini in alcuni ruoli e un’impostazione che appare più adatta a un calcio diverso da quello richiesto dalla categoria, hanno alimentato diversi interrogativi.
Gli inserimenti degli under e il ritorno a casa di Taurino, le cui qualità non sono in discussione, sembrano aver conferito maggiore brillantezza alla squadra. Restano però difficoltà evidenti nella gestione del centrocampo e nella fase difensiva, dove esperienza e qualità individuali non sempre hanno prodotto la necessaria compattezza di reparto.
La partita contro il Novoli, squadra priva di peso offensivo, ha evidenziato più di una distrazione. Per questo è ancora prematuro stabilire se il lavoro di Tiozzo abbia realmente prodotto la svolta. I risultati sono arrivati, ma il mediocre livello degli avversari non ha ancora consentito la desiderata verifica.
Trani e Ostuni, due neopromosse che possono disturbare il vertice
Dietro le prime tre, attenzione a non sottovalutare Trani e Ostuni. Entrambe hanno dimostrato di poter essere competitive, ma, per organico e profondità, appare più realistico immaginare per loro una stagione da protagoniste nella zona playoff.
Il Trani, nonostante le dichiarate ambizioni del tecnico Fabio Moscelli, attraversa un passaggio complicato. L’Ostuni sta confermando di essere una neopromossa interessante. Il lavoro di Andrea Solidoro sta dando organizzazione e competitività alla squadra, ma l’organico è più adatto per una posizione nei playoff.
La vera partita inizia adesso
Dopo sei giornate non è giusto parlare di verdetti. E’ più giusto parlare di gerarchie. Squinzano, Canosa e Taranto hanno gli elementi per contendersi la promozione. Lo Squinzano ha già dimostrato continuità e solidità. Il Canosa ha costruito un progetto esplicitamente orientato alla Serie D affidandosi a un allenatore che conosce bene la strada per arrivarci. Il Taranto deve dimostrare che il cambio di allenatore ha realmente prodotto la svolta.
Per questo la settimana appena iniziata rappresenta il primo vero spartiacque della stagione. Prima l’Ostuni, in Coppa Italia. Poi Canosa-Taranto. Non sono partite decisive che il campionato è ancora lunghissimo. Ma, in proiezione, saranno risultati estremamente indicativi.
In sintesi la prima vera domanda non è ancora chi vincerà l’Eccellenza. E’ comprendere chi avrà la struttura, la continuità e la personalità per primeggiare quando arriveranno i verdetti degli scontri diretti. Perché quelli sì che saranno decisivi.


