Il gruppo condanna i comportamenti del leghista Crippa e la minimizzazione della violenza da parte della premier
Il circolo del Pd di Lizzano esprime solidarietà e vicinanza all’onorevole Ubaldo Pagano, che è stato provocato dal deputato della Lega Crippa, durante un tumulto in Parlamento. Quest’ultimo infatti avrebbe invitato Pagano a raggiungerlo fuori dall’Aula di Montecitorio per un regolamento di conti violento.
“Parliamo dello stesso dis-onorevole che il giorno successivo si esibiva in un apice delirante di dichiarazioni forsennate, come questa ‘La X-mas è meglio di Bella ciao, canzone di comunisti’”, dichiara il gruppo Pd di Lizzano.
Questi episodi suscitano sgomento e indignazione tra il gruppo del Partito Democratico convinto che, al termine del G7 in Puglia, Giorgia Meloni condannasse apertamente la violenza in Aula. Tuttavia, la premier ha invece minimizzato l’accaduto, attribuendo la colpa alle provocazioni delle opposizioni.
La Presidente del Consiglio avrebbe descritto l’aggressione al deputato Donno come una reazione involontaria a una provocazione, archiviando il caso. È stata inoltre definita come una provocazione anche la consegna di una bandiera tricolore a un ministro.
“Cosa avrebbe risposto a quello stesso ministro, che si è ritratto dinanzi alla bandiera tricolore come un Dracula qualunque rispetto all’aglio, ed al suo capo dell’epoca, i quali di quel tricolore dicevano di poterne fare solo un uso igienico? Non è forse la stessa bandiera? Non è lo stesso ministro? Perché non dire invece che a quel ministro ed al suo segretario attuale (con generale da X Mas annessi) si sta sacrificando, svendendo e tradendo non solo quella bandiera, come simbolo, ma tutta la vera “nazione” in carne ed ossa, in un osceno scambio che assicuri alla premier ‘la madre di tutte le riforme’?”, si chiede il Pd di Lizzano.
Il gruppo conclude sottolineando l’impegno quotidiano di Ubaldo Pagano nel denunciare tali comportamenti e nel sostenere le problematiche territoriali, ribadendo il loro sostegno alle sue battaglie.


