Gaetano Manfredi e il Rinascimento napoletano. “Utilizzeremo parte dei fondi dell’America’s Cup per il risanamento di Bagnoli”. Sconfiggere Meloni alle prossime politiche? “E’ possibile, ma solo se smettiamo di anteporre i nomi alle idee”. L’ingegnere del riformismo amministrativo, emulo di Riccardo Lombardi, che in tanti vorrebbero alla guida delle proprie comunità
C’è vita a sinistra. Leggere l’intervista concessa dal sindaco di Napoli a “Il Foglio” per rendersene conto. Manfredi declina la sua prassi amministrativa nel solco paziente del riformismo radicale. Una sorta di riedizione municipalistica delle riforme di struttura, auspicate decenni or sono da Riccardo Lombardi: l’ingegnere del socialismo italiano. L’altro ingegnere di questa storia è proprio lui: Gaetano Manfredi. Già rettore dell’Università campana Federico II. Politica, istituzioni, una sbirciata al futuro, la tensione tra progetto e necessità quotidiane: il primo cittadino napoletano, presidente dell’associazione che raggruppa i comuni italiani, non si sottrae alle domande. Non si scompone, mantenendo un aplomb da consumato laburista anglosassone.
“Questa destra si può battere. Come? Non certamente parlando di questo o quel candidato da contrapporre a Meloni. Semmai interessandosi al programma, alle idee da consegnare e condividere con gli italiani per gli anni a venire”. Le primarie? “Non servono, ritenerle un totem per il campo progressista rischia di rivelarsi un limite più che un’opportunità”. Napoli organizzerà nel 2027 l’America’s Cup, il più importante evento velistico al mondo, e Manfredi ha posizioni chiare su come lo sport debba integrare, saper interagire con altri aspetti della vita di una comunità: “Utilizzeremo una parte dei proventi che ci verranno destinati per avviare la bonifica del sito di Bagnoli”. Musica per le nostre orecchie, abituate ai frastuoni di questi tempi. Ai rumori di una politica che chiacchiera ma non teorizza. Dalla modestia ordinaria e contagiosa. Il riformismo per Manfredi è metodo che diviene merito. E, il riformismo radicale, lungi dall’apparire un ossimoro, diviene strategia adattata ai tempi. Passione misurata, strategia non genuflessa alla tattica.
Napoli capitale del Mezzogiorno come ai tempi del Regno delle Due Sicilie? “Si, ma la nostra ambizione si spinge più in là. Napoli è una delle aree metropolitane più popolate del Mediterraneo. La nostra sfera d’influenza non può limitarsi alla sola dimensione geografica italiana; se lo facessimo, commetteremmo un errore”. Chapeau a Gaetano Manfredi, l’ingegnere della rinascita partenopea, che in tanti vorrebbero alla guida delle proprie comunità”.


