Il presidente della Regione Puglia, con un videomessaggio, rivolge un augurio per il 2026. “Auguro buon anno a chi farà la propria parte per rendere il mondo un posto migliore. Io prometto che farò la mia fino in fondo senza risparmiarmi”
“Auguro buon anno a chi ha fede e a chi non ce l’ha. Ma non quelli che si definiscono cristiani e poi si scagliano contro i più deboli, gli ultimi, gli stranieri, dimenticando che per la misericordia di quel Cristo che nominano a sproposito non esistono confini, etnie e colori della pelle”. È uno dei passaggi del videomessaggio di auguri per il 2026 postato sui social, dal presidente eletto della Regione Puglia, Antonio Decaro, che si insedierà nei prossimi giorni.
Nel filmato, della durata di quasi due minuti, Decaro esordisce scusandosi perché “non farò gli auguri di buon anno a tutti”. “Auguro buon anno a chi ogni giorno compie un piccolo gesto per un ambiente più sano, utilizza i mezzi di trasporto pubblico, risparmia l’acqua, differenzia i rifiuti – prosegue – Non auguro buon anno invece a chi continua a negare i cambiamenti climatici e continua a inquinare come se il futuro non lo riguardasse”.
“Auguro buon anno a chi anche in questi giorni, fa funzionare i servizi pubblici perché pubblico vuol dire di tutti e di ciascuno – continua l’ex sindaco di Bari – Non auguro buon anno invece, a chi pensa che lo Stato sia un nemico da ingannare, sfruttare o combattere”. “Auguri a chi fa fatica ad arrivare a fine mese ma lotta con dignità per difendere il proprio posto di lavoro. Non auguro buon anno a chi quella dignità la calpesta e approfitta della disperazione per ricattare, sfruttare, sottomettere”, dice per poi augurare “buon anno a chi difende le proprie idee con gli argomenti, il confronto anche duro. Non auguro buon anno invece, a chi insulta, aggredisce, calunnia. Spesso nascosto dietro un profilo falso”.
“Auguro buon anno a chi farà la propria parte per rendere il mondo un posto migliore. Io prometto che farò la mia fino in fondo senza risparmiarmi – assicura – Agli altri no, non auguro un buon anno perché se per loro il 2026 non sarà un buon anno, vuol dire che avremo tolto spazio ai privilegi, agli egoismi, alle illegalità”. “E allora sì che sarà un buon anno per la Puglia per l’Italia e per il mondo”, conclude. (Ansa)


