Occorre dotarsi di una struttura organica, calibrata su misura sulla crisi Ilva. Un tavolo di osservazione permanente che si apra al confronto con realtà dove contesto urbano e industriale risultino non conflittuali.
La tutela dei lavoratori non è un atto improvvisato, ma richiede pianificazione, visione e rigore che mi sembra manchino soprattutto in relazione allo stabilimento di Taranto. Occorre dotarsi di una struttura organica, calibrata su misura sulla crisi Ilva. Un tavolo di osservazione permanente che si apra al confronto con realtà dove contesto urbano e industriale risultino non conflittuali.
Qui invece la presenza della grande industria è stata fortemente penalizzante in primis incidendo su economia e ambiente. Sfruttato fino al midollo. Mentre per molti la salute resta un diritto, qui appare un privilegio o una botta di fortuna. (Te la devi guadagnare).
Basti leggere i dati congiunti INAIL e ASL aggiornati al 2025 i quali restituiscono un quadro relativamente specifico e documentato sulla mortalità sul lavoro in fabbrica negli ultimi 20 anni: “10 morti sul lavoro per incidenti diretti nello stabilimento tra il 2005 e il 2025…. Oltre a ciò 2.035 malattie professionali riconosciute dall’INAIL nei lavoratori dell’ex Ilva, di cui 691 si sono concluse con la morte del lavoratore (34%), principalmente per tumori e patologie legate a esposizioni industriali”. (ansa.it)
L’elenco si allunga tristemente con la morte ad inizio d’anno di Claudio Salamida, operaio di 47 anni (avvenuta per caduta durante le operazioni di manutenzione). Forse le politiche su salute e sicurezza dovrebbero essere più efficaci con programmazioni a breve e a lunga distanza, sostenute da scelte illuminate e da coraggio (lo ribadiamo) che non sempre (quasi mai in realtà) collimano con prudenza o mediazione assicurativa.
Azioni pensate per l’autopreservazione politica, che finiscono per ripetersi ciclicamente senza determinare un reale cambiamento, risultano utili solo al restyling pubblico. A voler salvare capre e cavoli si finisce per non salvare nemmeno la pelle.


