Anche CONFAPI Industria Taranto ha partecipato al convegno, con l’ avv. Salvatore Sibilla osservazioni e proposte con l’obiettivo di riaffermare la centralità dello scalo ionico
Non solo osservazioni di carattere tecnico-giuridico-strategico, ma anche proposte finalizzate a favorire il potenziamento e la riqualificazione di un’infrastruttura che deve riaffermare la sua centralità nelle dinamiche economiche del territorio. Sono i punti su cui si basa il contributo fornito da CONFAPI Taranto nel corso della presentazione del Piano Operativo Triennale (POT) 2026-2028 del Porto di Taranto, importante momento di incontro che, svoltosi nella sede dell’Authority del Mar Jonio e coordinato dal presidente Giovanni Gugliotti, ha visto la partecipazione di stakeholder e di tutte quelle realtà imprenditoriali che operano nell’ambito delle attività portuali
L’obiettivo del Piano, che va inteso come uno strumento strategicamente ambizioso, con una chiara visione orientata a energia, logistica, digitalizzazione e integrazione territoriale, è quadruplice: fare di Taranto un hub energetico nazionale nel Mediterraneo; sviluppare maggiormente i traffici; attuare la transizione digitale; ottimizzare il coordinamento fra pubbliche amministrazioni e rafforzare rapporto fra Porto e città. E partendo proprio da questi quattro progetti “flagship”, in rappresentanza di CONFAPI, il Prof. Avv. Sibilla ha arricchito l’interessante dibattito sviluppatosi formulando articolate osservazioni di rilievo tecnico, giuridico e strategico che possono essere riassunte nei seguenti punti.
Controllo delle concessioni: è stato chiesto di verificare se l’Autorità abbia effettuato controlli puntuali ai sensi dell’art. 18 della L. n. 84/1994 sugli obblighi del concessionario del terminal container (Yilport), con riferimento agli investimenti programmati, allo sviluppo dei traffici e alle eventuali modifiche societarie. Il prof. Sibilla ha inoltre avanzato richiesta di poter accedere ai piani industriali del concessionario, invocando il principio di trasparenza amministrativa.
Integrazione porto-industria-territorio: è stato sollecitato un rafforzamento concreto del rapporto tra Porto, sistema produttivo locale e ZES Unica del Mezzogiorno, affinché lo scalo non si limiti a fungere da hub logistico, ma diventi anche piattaforma produttiva e manifatturiera, valorizzando in particolare la cantieristica navale, le filiere offshore e la transizione energetica (anche ai sensi dell’art. 8 del D.L. n. 181/2023).
Valorizzazione del demanio portuale: nel corso della discussione avviata a margine della presentazione del Piano, è stato anche sottolineato che il monitoraggio degli impegni dei concessionari e la valorizzazione delle aree demaniali sono condizioni essenziali per esprimere il pieno potenziale strategico del Porto.
Al termine del suo intervento il Prof. Sibilla ha ribadito che CONFAPI è pronta a prestare la sua piena disponibilità ad una collaborazione istituzionale con l’obiettivo di dare corso alla reale attuazione delle politiche di sviluppo portuale. Esigenza divenuta ineludibile alla luce del complesso periodo storico che si sta vivendo.


