Le cose pazze che accadono nel Consiglio comunale di Taranto. Con FdI che si sostituisce al PD pur di votare provvedimenti della maggioranza. Seguito a ruota da Lega e Forza Italia. Una prassi già sperimentata nella passata legislatura. La politica cittadina? L’ennesimo giro di giostra
Siedono tra banchi della minoranza, a destra, ma votano con la sinistra. A Taranto, che ricorda molto il manicomio di Totò, succedono cose da pazzi. In Consiglio comunale le dottrine politiche sembrano annullarsi. La democrazia, da diversità di progetto, si riscopre consociativa. La maggioranza non è compatta, ci pensa l’opposizione a ricompattarla. La maggioranza subisce la defezione del PD sulle modifiche al Regolamento comunale, FdI risponde presente. Seguito a ruota da Lega e Forza Italia.
Era già accaduto nella scorsa legislatura, si tratta di una prassi consolidata. Puntualmente riproposta nella massima assiste cittadina. Quando serve, qualora dovesse rendersi necessario, gli avversari sulla carta – quelli usciti fuori dalle consultazioni elettorali – si riscoprono sodali preziosi. La destra è di sinistra più – e meglio – della sinistra stessa in questo gioco di specchi riflessi.
A tenere ferma la barra della diversità politica ci pensano, ormai, solo gli elettori. Le opposte tifoserie. Le truppe cammellate dell’insulto social. Ingenue variabili dipendenti di questo svago a confondersi. A disperdere un residuato d’identità nell’esercizio quotidiano del potere. Le convergenze parallele di Moro assurte a convergenze delle cautele. Della sinistra. Della destra. Del sistema che si autoreplica. Un solo, grande calderone. Che cuoce minestre insipide.


