di Erasmo Venosi
Gli iraniani bloccano di nuovo Hormuz come risposta ai bombardamenti di Israele sul Libano
“Non possiamo prenderci cura degli asili nido. Siamo un paese grande. Abbiamo 50 stati. Stiamo combattendo guerre. Non è possibile per noi occuparci degli asili, di Medicaid, di Medicare, di tutte queste cose.” Queste le parole di Trump con preoccupante sintesi: “il governo federale ha una sola funzione legittima: la protezione militare. Gli stati si arrangino, e se necessario aumentino le proprie tasse.”
Il bilancio USA
Le voci di bilancio 2027 prevedono per la difesa 1500 miliardi di dollari, ovvero quasi il 50% in più del 2026, distribuite tra nuove navi, alcune delle quali battezzate “Trump”. Circa un terzo per l’acquisto di munizioni e una parte per lo scudo antimissile “Golden Dome”, giustificato dal fatto che “la minaccia di attacchi da parte di missili balistici, ipersonici e cruise e altri sistemi aerei avanzati rimane la minaccia più catastrofica per gli Stati Uniti”. Una richiesta di Trump extrabilancio riguarda 200 miliardi di dollari per la guerra all’Iran. Spesa finanziata con tagli al lavoro, agricoltura, housing, sanità e Agenzia per l’Ambiente. Gli interessi sul debito superano la spesa militare! Deficit non inferiore al 5,6% del PIL con fallimento della promessa elettorale che sarebbe sceso sotto il 3% del PIL.
Midterm
Unica speranza per l’evidente deriva degli USA dai valori dell’Occidente sono le prossime elezioni di midterm che potrebbero bloccare le derive di Trump. Una presidenza nella storia della democrazia USA al limite della follia con costi scaricati sull’intero mondo occidentale. Il costo militare della guerra del Golfo è già di 380 milioni di euro (fonte MF). Secondo le stime fatte dalla CGIA di Mestre il costo per l’economia reale italiana sarebbe di 10 miliardi di euro.
Tregua fragile
Intanto l’Iran, a seguito dei bombardamenti israeliani del Libano, ha bloccato il traffico delle petroliere attraverso lo stretto di Hormuz. Un segnale pericoloso che segna un’escalation violando i termini del cessate il fuoco. Bisogna aggiungere che l’Iran ha messo fuori uso l’oleodotto che l’Arabia Saudita utilizzava, anche se con potenzialità minima di esportazione alternativa a Hormuz. I 10 punti dell’accordo Iran/USA saranno discussi in settimana a Islamabad. Una soluzione duratura è tutt’altro che certa.
I dieci punti
Trump e la sua amministrazione si concentrano sulla questione nucleare iraniana nel senso dell’uranio altamente arricchito ignorando l’altro grande pericolo di cui parleremo in un prossimo articolo, ovvero l’armamento batteriologico posseduto dall’Iran. I 10 punti dell’Accordo per il cessate il fuoco sono i seguenti: Impegno di non aggressione, fine della guerra in Medio Oriente. ritiro del contingente USA, controllo e pedaggio su Hormuz, revoca delle sanzioni che da anni gli USA hanno imposto all’Iran, sblocco dei fondi congelati, ricostruzione dell’Iran con i soldi del pedaggio attraverso Hormuz, risoluzioni ONU vincolanti e questione nucleare.


