di Angelo Nasuto
Nel corso delle serate alcuni cittadini hanno mostrato alle casse dei biglietti omaggio. Emergono dubbi sulla loro distribuzione
Festa patronale e giostre a Massafra, un connubio indissolubile, messo in crisi, anni fa dallo sciagurato periodo della pandemia. Ma sulla presenza del Luna Park, tornato prepotentemente in auge soprattutto quest’anno, per i 250 anni del patrocinio mariano della Madonna della Scala, occorre chiarezza e trasparenza, sgombrando il campo da presunti falsi annunci.
L’amministrazione comunale del sindaco Giancarla Zaccaro ha insistito tanto, come a settembre scorso, nel voler far vivere alla cittadinanza in maniera equa questo aspetto non da poco dell’atmosfera di festa; in tal senso la scorsa settimana il primo cittadino aveva messo a punto con i giostrai un protocollo d’intesa per alcuni sconti per chi sale a bordo delle attrazioni oggi, ultimo giorno di aperture della giostre, con tanto di firme dei principali mestieri dello spettacolo viaggiante. Tutto ciò è stato fatto per facilitare chi vive con maggiori difficoltà economiche questo momento.
Inoltre l’azione meritoria ha pensato di prendere altri accorgimenti: come del resto gli annunci del sindaco hanno raccontato, i giostrai si sono impegnati a non consegnare i noti biglietti gratuiti ai rappresentanti dell’amministrazione comunale, come gesto concreto di attenzione verso le famiglie e verso i giovani meno “agiati”, perché, come è stato sancito dalle stesse parole della Zaccaro “non deve essere vissuta la circostanza del divertimento del Luna Park come privilegio esclusivo solo per alcuni, ma come un diritto condiviso per tutti”. Tradotto in parole semplici quest’anno non sono stati stampati i famosi blocchetti di omaggi che riportano la data della ricorrenza della festa con tanto di indicazioni del luogo Massafra.
Ma qualcuno nelle prime serate di festa avrà visto cittadini, impegnati a portare i figli a divertirsi, che si affaccendavano alla casse delle attrazioni, esibendo dei tagliandi omaggio. Di qui la solita dicerìa nelle voci di paese: in realtà i biglietti gratis in qualche modo sono stati dati. In questa vicenda l’aspetto da chiarire è uno solo: sicuramente questi casi di clienti omaggiati sono nati da biglietti che qualche massafrese ha ricevuto direttamente dal titolare della giostra per conoscenza, per amicizia o per qualche favore da ricambiare. Chi saranno stati i fortunati ad aver ricevuto questi biglietti, se magari comuni cittadini o rappresentanti istituzionali, consiglieri o assessori, non ci è dato saperlo. Sulla totale mancanza di omaggi stampati per l’occasione c’è la voce di un giostraio di lungo corso, Franco D’Aversa che dice: “non abbiamo fatto stampare nulla di nulla e se c’è una voce contraria deve prendersi la briga di dimostrarmelo”.
Dunque, la gratuità alle giostre è stata abolita istituzionalmente, ma qualcuno in qualche modo ha aggirato tale dettaglio, non sappiamo se per semplice amicizia o conoscenza, oppure per opportunità politiche.



