La seconda giornata del forum si è concentrata su una domanda decisiva: le opportunità oggi presenti sul territorio sono realmente accessibili al sistema produttivo locale e possono tradursi in sviluppo, occupazione stabile e radicamento territoriale?
Si è tenuta ieri, presso la Camera di Commercio a Taranto, la seconda giornata del Forum promosso da Confartigianato “Taranto può farcela, se…”, dedicata a sistema produttivo, lavoro, competenze e innovazione.
La giornata – fanno sapere – ha registrato una partecipazione ampia e qualificata. Per il Comune di Taranto erano presenti il Sindaco Piero Bitetti, il Vice Sindaco Mattia Giorno, l’Assessore alle Attività Produttive Francesco Cosa e il Presidente del Consiglio Comunale Gianni Liviano. Hanno inoltre partecipato il
Presidente della Camera di Commercio Vincenzo Cesareo, il Consigliere regionale Massimiliano Di Cuia, il Direttore della Casa del Made in Italy Maurizio Cotrona, i rappresentanti dei tavoli tematici su cultura, sport e turismo istituiti dal Comune di Taranto, Florido, Esposito e Marcoleoni, il Consigliere comunale Lazzaro e Mariangela Fedele della struttura commissariale per le bonifiche.
Presenti le principali associazioni di categoria di tutti i comparti, con il Presidente di Confindustria Salvatore Toma, Giuseppe Spadafino per Confcommercio, Fabio Greco per Confapi, Francesca Intermite per Confesercenti, Angelo Defilippis per Confagricoltura, Vito Lobasso per CNA e Fernando De Florio per CIA. Al tavolo anche le organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL e UGL, rappresentate rispettivamente da Giovanni D’Arcangelo, Antonio Baldassarre, Gennaro Oliva e Alessandro Calabrese; la dirigente della Sezione Formazione della Regione Puglia Monica Calzetta; Annamaria Fiore per ARTI Puglia; Michele Coviello per ARPAL Puglia; Arcangela Vinci per l’Ordine dei Dottori
Commercialisti. Per Confartigianato erano presenti il Presidente provinciale Giovanni Palmisano, il Presidente regionale Michele Di Turi, il Segretario generale Fabio Paolillo e il team tecnico di lavoro col dott. Marcello Carone e dott.ssa Laura Musillo. Ha moderato il giornalista Domenico Palmiotti.
La presenza contestuale di istituzioni, associazioni datoriali, sindacati, professioni, formazione e innovazione rappresenta uno degli elementi più significativi della giornata. Soggetti – aggiungono – che spesso affrontano gli stessi problemi in sedi diverse, con agende separate e decisioni frammentate, si sono ritrovati nello stesso luogo, sullo stesso piano, per discutere delle condizioni reali dello sviluppo. Non un semplice evento, ma l’avvio di un metodo. Il confronto ha volutamente superato la retorica delle potenzialità per entrare nel merito dei nodi operativi: quali traiettorie sono realmente mature, in quali tempi possono produrre ricadute, quale spazio effettivo possono avere le imprese locali, quali ostacoli impediscono alle opportunità di trasformarsi in economia reale.
Dal dibattito – informano – è emersa una doppia rappresentazione del territorio. Da un lato, il “bicchiere mezzo pieno” delle iniziative avviate, delle risorse disponibili e della grande disponibilità istituzionale; dall’altro, un “bicchiere mezzo vuoto pesantissimo”, fatto di crisi industriale, lavoratori da ricollocare, imprese che faticano ad assumere, formazione non sempre agganciata ai fabbisogni reali e giovani che continuano a lasciare il territorio.
Due letture diverse, entrambe reali, che meritano la massima attenzione. Proprio per questo il Forum ha provato a mettere insieme narrazioni differenti senza eluderne la complessità, assumendo il confronto diretto come condizione necessaria per costruire una visione più matura e condivisa.
Tra i nodi emersi, centrale è il tema dell’accessibilità reale delle opportunità per micro, piccole e medie imprese, spesso penalizzate da requisiti, anticipazioni, burocrazia, tempi lunghi, difficoltà di credito e complessità amministrative. Da qui la necessità di rafforzare strumenti di garanzia, accompagnamento tecnico, reti d’impresa, consorzi e strumenti comuni condivisi.
Altro tema di rilievo riguarda le regole e le procedure: rendere effettive le premialità territoriali negli appalti pubblici, verificare l’applicazione degli strumenti già previsti, correggere metodi, regolamenti e meccanismi perché le ricadute locali diventino criteri realmente misurabili. Lavoro, formazione e innovazione sono stati affrontati come parti dello stesso problema. Il rischio
da evitare è che la transizione si traduca soltanto in cantieri, interventi temporanei o percorsi formativi non collegati agli sbocchi reali. La sfida, al contrario, è costruire continuità occupazionale, riqualificazione effettiva, competenze coerenti con i fabbisogni delle imprese e qualità del lavoro.
Da più interventi è emersa con forza la necessità di una regia stabile, o comunque di una sede permanente di coordinamento economico-territoriale. Risorse, bandi, formazione, imprese e lavoro non producono automaticamente sviluppo se restano scollegati. Occorre una capacità comune di coordinare scelte, tempi, responsabilità e ricadute.
«Non basta chiedersi quali opportunità abbia Taranto — sottolinea Confartigianato. Bisogna capire se il territorio è organizzato per coglierle. Senza una regia e senza un metodo condiviso, ogni processo rischia di procedere per conto proprio».
Il percorso proseguirà ora verso il Manifesto finale del Forum, che avrà il compito di serrare le fila del lavoro svolto: mettere ordine tra i nodi emersi, individuare le traiettorie di sviluppo realmente perseguibili, definire priorità condivise, chiarire le condizioni operative necessarie e trasformare il confronto in una base comune di responsabilità. Il messaggio che emerge – concludono nella nota – dalla seconda giornata è chiaro: Taranto dispone oggi di opportunità importanti, ma deve organizzarsi per renderle accessibili, integrate e capaci di generare valore stabile sul territorio. Il Forum nasce con questo obiettivo: costruire uno spazio comune in cui istituzioni, imprese, lavoro, formazione e professioni possano riconoscersi dentro un metodo condiviso e contribuire, insieme, al futuro della città.



