Le nuove corse Frecciarossa per i Giochi indicano una direzione. Fare di un evento il punto di partenza di un servizio stabile. È una possibilità che Taranto dovrebbe cogliere anche per l’aeroporto “Marcello Arlotta”
L’attivazione di due collegamenti straordinari Frecciarossa tra Roma e Taranto in occasione dei Giochi del Mediterraneo è una buona notizia. Ma è anche la dimostrazione che un grande evento può diventare il banco di prova di un’infrastruttura o di un servizio destinato (se funziona), a sopravvivere all’evento stesso.
Le corse aggiuntive, istituite per agevolare i flussi legati ai Giochi, rappresentano una risposta concreta a un’esigenza temporanea, ma possono ritenersi un esperimento commutabile in soluzione stabile. Dunque non un’eccezione, ma un servizio destinato a restare.
La stessa logica andrebbe maturata in direzione dell’aeroporto “Marcello Arlotta” di Grottaglie. Lo scalo sarà operativo durante i Giochi per ospitare charter e delegazioni straniere. È un passo avanti, ma rischia di essere l’ennesima occasione a tempo determinato. Perché dunque non utilizzare proprio quella finestra per sperimentare alcuni collegamenti civili di linea, magari con Roma e Milano, che puntino a perdurare, rimodulando la vocazione di quello scalo.
Restituire autonomia infrastrutturale e di mobilità al capoluogo jonico, significa svincolare il territorio da un modello che continua a relegarlo a ruolo di periferia di altri sistemi di trasporto, anziché riconoscerlo come nodo strategico del Mediterraneo. Non ha fatto bene all’economia e all’idea di sviluppo alternativo di questa terra, concentrare collegamenti e opportunità in pochi poli, destinando il capoluogo jonico a semplice bacino di utenza.
L’avvio ai voli civili consentirebbe una verifica della domanda reale, dell’organizzazione, della risposta del territorio. Esattamente ciò che si fa quando si vuole capire se un’infrastruttura è pronta a compiere il passo successivo.
Da anni si discute se Grottaglie possa sostenere il traffico passeggeri. Nel frattempo il terminal è stato completamente riqualificato, gli investimenti sono arrivati e i Giochi offriranno un flusso di viaggiatori che difficilmente si ripresenterà in tempi brevi. Se non si sperimenta adesso, quando? Sarebbe singolare fermarsi a metà strada, proprio sull’infrastruttura che da decenni rappresenta una delle occasioni meno sfruttate.
I Giochi del Mediterraneo dovrebbero servire anche a questo. A persuadere chi amministra che alcuni esperimenti meritano di diventare normalità. Taranto merita riscatto e opportunità per anni preclusi. Non ci rassegneremo ad essere ancora una volta, stereotipo di un Mezzogiorno costretto ad inseguire i servizi essenziali.



