Monta la protesta dei lavoratori. Replica Gravame: “chiederemo dati e risposte”
Monta la protesta nelle scorse ore all’interno dello stabilimento ex Ilva. Un forte boato, simile a uno sfiato, sarebbe stato seguito dalla fuoriuscita di una nube nera, presumibilmente nell’area dell’Altoforno. Un episodio che riaccende con forza il tema della sicurezza dei lavoratori e della tutela dei cittadini e sul quale vengono chiesti accertamenti immediati: “I lavoratori e i cittadini hanno il diritto di sapere che cosa è stato emanato nell’aria e se ci siano state sostanze pericolose”, viene sottolineato, chiedendo che siano gli organi competenti a fare piena chiarezza sull’accaduto: “La richiesta è rivolta anche alle organizzazioni sindacali: servono interventi concreti per tutelare i lavoratori, anche attraverso lo stop delle attività qualora le condizioni di sicurezza non siano garantite. La priorità, in questo momento, è capire cosa sia realmente accaduto e verificare innanzitutto che non ci siano feriti o conseguenze per chi si trovava all’interno dello stabilimento”.
La replica dell’assessore all’ambiente
Non tarda ad arrivare la replica dell’assessore all’ambiente Fulvia Gravame, su Facebook. L’esponente dei Verdi chiederà, insieme al sindaco Piero Bitetti, ai gestori degli impianti e agli Enti preposti al controllo risposte sull’accaduto: “È inaccettabile che negli impianti continuino a verificarsi emissioni di fumo nero e infortuni, come quello che il 6 agosto ha coinvolto un lavoratore dell’indotto”. Prosegue l’assessore dei Verdi: “Mentre il blu del cielo e del mare di Taranto viene raccontato dai media nazionali in occasione dei Giochi del Mediterraneo, chi vive questa città continua ad avere motivo di temere per la propria salute. E questo non è accettabile. Insieme al Sindaco Piero Bitetti chiederò ai gestori degli impianti e agli enti preposti al controllo risposte puntuali su quanto accaduto oggi e sul rispetto delle prescrizioni previste dall’AIA. Informeremo la cittadinanza sulle azioni che saranno messe in campo per fare piena chiarezza su questo ennesimo episodio, che non può essere considerato parte della normalità. Taranto ha diritto alla piena tutela della salute e della sicurezza, dentro e fuori dallo stabilimento” conclude Gravame



