di Rosa Surico
(Tra Vendem-miali, travagl-attori ed elucubr-atori precoci)
Periodi vendemmiali e discorsi complicati, troppo e troppo, in anticipo con il sopracciglio a destra o sinistr-o alzato. Come certi piaceri che non hanno nemmeno il tempo di esistere, precoci appunto. FINE. Ma non hanno nemmeno iniziato? Cos’ è stato? Passa al problema successivo, siamo a sud d’ altronde, ai giochi del sud. Un centesimo di sogno, imprimiamolo partendo dalla fine.
Così i giochi del Mediterraneo, di Taranto a Taranto. Per l’ occasione sono stati scardinati i normali iter di valutazione dei grandi eventi, vendemmia compresa.
Proprio come fossero in un vigneto la raccolta dell’ uva è stata anticipata. Non si aspetta fine agosto, meno che mai i primi giorni di settembre per conteggiare le casse dell’ uva (Occasione di rilancio a parte)
Come certi travagli- attori dello spettacolo, i lavoratori appunto,che non danno nemmeno la possibilità di entrare in scena e già si alzano per andare via, è FLOP!
È la prima domenica dei Giochi Tarantini, quelli dal cuore rossoblù ferito, e dalla pagina Fb di un torinese, Marco Travaglio ( ma è solo un caso)dove la neve ai Giochi la manda il cielo già, viene pubblicato l’ articolo a firma di L.A.: sono “giochi a debito”, questi!
In una terra a credito su tutto. Taranto, a sud del sud nel sud con i giochi a debito. Lo aveva già rimarcato a giugno, Lorenzo Vendemiale m, ap,punto. Ancora a luglio il solito fatto quotidiano ormai: quella di Taranto è “mini-Olimpiade“.
Tutto mini-mini, per un macro macro debito sui Giochi del Mediterraneo, mica sul resto?
È diritto di cronaca. Nessuno chiuda un occhio e meno male, ma si abbassi il sopracciglio al-meno e si aspetti la fine. Ai travagliatori dello spettacolo prima dello spettacolo, è interessato tanto, dopo la Cerimonia di apertura, più dei giochi stessi, se fosse “Col fischio o senza?”
Il fischio che fa pensare inevitabilmente ad Alvaro Vitali nel suo personaggio più iconico, Pierino. Ma
seduto un po’ più in là, fatti più in là, a Giorgia Meloni,durante la strabiliante Cerimonia di apertura dei XX Giochi del Mediterraneo in diretta, niente-po-unpodi–meno che sulla rete televisiva italiana, non è il compianto Vitali. C’è Piero Bitetti, il sindaco di Taranto che mesi fa ha scritto una lettera, non a Giorgia, ma al primo ministro Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio dei ministri. Una lettera che lo stesso sindaco Bitetti, sottolineò, di non aver ricevuto risposta. Ma solo il ministro Urso in cambio.
Un’ umiliazione in diretta nazionale alla Città di Taranto e non a Piero, ma al Sindaco della Città dei Due Mari sulla questione pungente, da destra a sinistra e da anni, suIl’ ex Ilva.
Nel 2014, il sindaco di sinistra Cialente,
palesa le proprie intenzioni di dimissioni, a l’ allora presidente del Consiglio Letta, di sinistra pure lui non di un’ altro lato,per uno scandalo che aveva coinvolto il suo comune con queste parole: “Ho chiamato più volte ministri e dirigenti di questo governo, ma nessuno mi ha risposto e questo è umiliante, non per Cialente, ma per il suo ruolo di sindaco“. La sacra istituzionalità!
Quella era tutta un’ altra storia. A Taranto invece siamo ai Giochi del Mediterraneo, appena iniziati con alle spalle, la storia mai finita dell’ ex Ilva.
Una grande festa e niente più deve essere. E invece come fossero in un concerto di musica, i pesci azzurri ( i fuori posto resistenti ) si uniscono e fanno gruppo “con sentimento” perché loro sanno e cantano sotto i palchi. Fischiano al Primo Ministro Giorgia Meloni dagli spalti dello stadio Erasmo Iacovone. Come può accadere pure nelle migliori famiglie. Neve, e non c’ entra Cortina. Neve a fischio, nel gergo,l’ evento rarissimo,che aggiunge ulteriore meraviglia a quegli spettacoli nevosi in certi inverni troppo silenziosi, il quid in più, più della neve stessa ( Taranto Protagonista è già questo il miracolo) proprio ad agosto, è neve. Neve col fischio pure.
Ciò che scalpita dentro, dalla città dei Due Mari,viene fuori.
Fulmini e saette, il tuono si sente bene addirittura dalla stessa regione, dalla vicina sorella Lecce: “Taranto si scusi“.
Chi ha osato?Bitetti sì e no, fischi, no! Sono parsi brutti i fischi, meno sicuramente di una lettera nel vento, senza fischio. Arriva da Giorgia, la reazione composta ai fischi. Non ha fatto storie. Lei sa. Capisce, -ha detto– subito dopo la serata inaugurale.
Sono i Giochi del Mediterraneo del resto criticati a sinistra a destra e a manca, da nord centro e sud compreso, isole non pervenute. Col fischio o senza fischio.? Meloni sì col fischio, e Mattarella no?Da Taranto meglio un sorriso in più , che un fischio. La neve, col fischio, a Taranto. Ma i giochi sono appena iniziati, lasciateli giocare questi giochi. Poi facciamo i conti.



