L’operazione prevede innanzitutto la riduzione della carica dell’altoforno, che dovrà essere progressivamente portato a una condizione di minimo funzionamento. Prima del passaggio al preriscaldo sarà necessario completare lo svuotamento della ghisa presente nell’impianto
Lo scenario dell’ex Ilva di Taranto cambia nuovamente. Da questa mattina, alle 7, è iniziata la fermata programmata dell’altoforno 2, l’unico dei tre impianti ancora in funzione. Gli altiforni 1 e 4, infatti, sono già fuori servizio. L’intervento, secondo quanto riferiscono fonti Uilm e lo riporta il Fatto Quotidiano, dovrebbe concludersi intorno alle 23. L’operazione prevede innanzitutto la riduzione della carica dell’altoforno, che dovrà essere progressivamente portato a una condizione di minimo funzionamento. Prima del passaggio al preriscaldo sarà necessario completare lo svuotamento della ghisa presente nell’impianto.
Da quel momento l’altoforno resterà in una sorta di stato di mantenimento, senza produrre nuova ghisa. Una condizione che, stando alle informazioni raccolte dal sindacato, dovrebbe accompagnare lo stabilimento almeno fino al 20 ottobre. La data non è casuale. Quel giorno è infatti fissata davanti alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione l’udienza per l’esame dei due ricorsi straordinari presentati da Ilva e Acciaierie d’Italia contro la decisione assunta dalla Corte d’Appello di Milano il 27 luglio scorso.
Il provvedimento della Corte milanese ha imposto lo stop dell’area a caldo, ritenuta incompatibile con la tutela della salute e dell’ambiente per le emissioni di polveri sottili e per la presenza di amianto negli altiforni. Il termine stabilito per l’esecuzione della fermata è di 90 giorni e scadrà il 26 ottobre. Intanto, sul fronte giudiziario, è arrivata un’altra battuta d’arresto per le due società. La Corte d’Appello di Milano ha infatti respinto nuovamente la richiesta di sospendere gli effetti del decreto che impone la fermata dell’area a caldo. È il secondo no pronunciato dai giudici milanesi, dopo quello già arrivato l’11 settembre.



