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Acciaierie d’Italia, Surgo (Mes): “Cacciare la governance attuale”

A pochi giorni dalla prossima Assemblea dei soci il Movimento socialista europeo interviene sulla questione del siderurgico: “Basta con i soldi a pioggia da parte del Governo che non sono serviti a risollevare le condizioni della fabbrica”

Convocata per venerdì 16 dicembre una nuova assemblea dei soci di Acciaierie d’Italia, per decidere dei nuovi assetti della società controllata al 62 per cento da Arcelor Mittal e al 38 per cento dalla parte pubblica attraverso Invitalia.
“I tre rinvii consecutivi ci lasciano perplessi sul destino del gruppo siderurgico”- spiega Antonio Surgo esponente del Mes, il movimento socialista europeo per il quale è responsabile delle relazioni industriali per Taranto, Brindisi e Lecce.
Secondo il Mes il nodo del contendere sarebbe la nuova governance che il governo Meloni vorrebbe determinare a fronte del miliardo di euro che la società pretende. Acciaierie d’Italia è in una crisi di liquidità sbandierata e lamenta di non aver ricevuto il miliardo di euro promesso dal governo Draghi.
“Siamo nettamente a favore della linea decisa dal ministro Adolfo Urso”- sostiene Surgo.”Basta con i soldi a pioggia da parte del Governo che non sono serviti a risollevare le condizioni della fabbrica tanto sul piano ambientale quanto su quello infrastrutturale”- continua- “Siamo venuti a conoscenza di spese folli da parte dell’attuale management in spregio alle precarie condizioni di lavoro dei dipendenti diretti e dei ritardi nei pagamenti delle ditte dell’indotto (a cui sono stati sospesi gli ordini) e persino delle utenze, mentre si sostengono, ad esempio, costi esorbitanti per voli privati”.
“Fa bene il ministro Urso a battere i pugni sul tavolo e a pretendere maggiore peso da parte della parte pubblica nella gestione dello stabilimento a fronte di un eventuale esborso di danaro”- chiosa Surgo per il quale ” il Presidente del Consiglio Meloni e il Ministro Urso non devono cedere ai ricatti e devono cacciare l’amministratore delegato e il suo entourage compresi i direttori dell’ufficio acquisti, di stabilimento e i dirigenti dei reparti”.
“È la linea che da tempo suggeriamo inascoltati -dichiara- e che ci auguriamo ora prevalga nettamente a vantaggio del rilancio dello stabilimento ionico e di tutte le aziende del gruppo. Auspichiamo,inoltre, che la classe politica, imprenditoriale e sindacale tarantina si unisca all’azione del Governo”.

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