lunedì 20 Maggio 24

Ex Ilva, domani a Roma lo sciopero di Fiom Cgil, Uilm e Usb

Alla protesta contro il decreto legge ex Ilva approvato lo scorso 28 dicembre parteciperanno anche il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ed il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci

Resta confermata per domani 11 gennaio la protesta che Fiom Cgil, Uilm e Usb effettueranno a Roma contro il decreto legge relativo alle “Misure urgenti per impianti di interesse strategico nazionale”, approvato lo scorso 28 dicembre dal Consiglio dei ministri.

Il provvedimento, meglio conosciuto come decreto legge sull’ex Ilva, prevede lo stanziamento di sostegni finanziari per l’azienda siderurgica e reintroduce lo scudo penale.

In particolare, nel decreto si legge che “l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A.-Invitalia è autorizzata a sottoscrivere aumenti di capitale sociale o finanziamento in conto soci secondo logiche, criteri e condizioni di mercato, da convertire in aumento di capitale sociale su richiesta della medesima, sino all’importo complessivamente non superiore a 1.000.000.000 di euro, ulteriori e addizionali rispetto a quelli previsti”. Al momento, per Acciaierie d’Italia, il governo Meloni ha previsto lo stanziamento di 680 milioni di euro.

Alla protesta che si svolgerà domani a piazza Montecitorio parteciperanno anche il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, il presidente della regione Puglia, Michele Emiliano e i segretari territoriali e nazionali delle sigle sindacali. Possibile un incontro con la commissione Ambiente della Camera.

Durante la conferenza stampa che farà seguito al sit-in saranno anche presentati i risultati del referendum con il quale è stato chiesto ai lavoratori di Acciaierie d’Italia, indotto e Ilva in a.s. di esprimersi riguardo lo Stato in maggioranza in AdI, usando i 680 milioni stanziati per intervenire sul capitale.

La linea che sarà portata avanti dalle tre sigle sindacali, infatti, prevede che le risorse messe a disposizione con il decreto legge vengano impiegate per cambiare l’assetto societario di Acciaierie d’Italia, permettendo allo Stato di passare dall’attuale 38% al 60% dell’azienda, vista l'”inaffidabilità” di Arcelor Mittal (attualmente socio di maggioranza con il 62%).

Fim Cisl e Ugl Metalmeccanici hanno, invece, deciso di rimandare qualsivoglia protesta successivamente all’incontro previsto al MIMIT per il 19 gennaio, data in cui Fiom Cgil, Uilm e Usb attueranno una doppia mobilitazione: a Taranto ci sarà infatti lo sciopero nel siderurgico e nell’indotto, dalle 23 del 18 gennaio alle 7 del 20 gennaio, e a Roma un presidio di lavoratori sotto la sede del ministero delle Imprese in concomitanza con lo svolgimento del vertice.

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