lunedì 26 Febbraio 24

Ex Ilva, le proposte di Confindustria Taranto in Commissione Industria al Senato

“Confidiamo nelle soluzioni che potranno essere individuate in questo momento così difficile e soprattutto in una prospettiva di rilancio dello stabilimento”

“Il ristoro dei crediti delle aziende dell’indotto ex Ilva di Taranto è la priorità”. Lo hanno dichiarato a chiare lettere, nel corso dell’odierna audizione alla Commissione Industria del Senato, il Presidente Salvatore Toma, il Presidente della sezione metalmeccanica e navalmeccanica Pasquale Di Napoli e il Presidente Ance Taranto Fabio De Bartolomeo, intervenuti nella prima fase delle consultazioni per poter avanzare istanze e proposte sulla complessa vicenda della ex Ilva e tentare così di tutelare il patrimonio delle imprese fornitrici, ancora una volta, come il 2015, in crisi di liquidità e a rischio di default.

“Le linee di proposta puntano, in primis, al rapido sblocco dei crediti delle imprese fornitrici attraverso operazioni singole di cessione “pro soluto” progettate e coordinate con l’intervento di operatori finanziari pubblici quali Cassa Depositi e Prestiti ed operazioni di cessione dei crediti “in blocco” attraverso la progettazione ed il montaggio finanziario di operazioni di cartolarizzazione del debito prededucibile, anch’esse attuate con l’intervento pubblico di coordinamento e garanzia.  – Si legge nella nota – Viene inoltre contemplata l’estensione della Cigs anche ai lavoratori delle imprese fornitrici, mentre si valutano positivamente le proposte formulate dal Governo in ordine al fondo di sostegno e all’accesso agevolato al fondo di garanzia.

Grande attenzione pone, Confindustria, alla prededucibilità, nell’ipotesi purtroppo reale del ricorso all’amministrazione straordinaria, affinchè sia riservata a tutti i crediti dell’indotto, chiedendo al Governo di non adottare, in questo senso, alcuna perimetrazione, riconoscendo prededucibili tutti i crediti, sia delle piccole sia delle medie e grandi aziende”.

Lo scenario attuale vede a rischio anche la continuità produttiva dello stabilimento, che viaggia con un solo altoforno e per il quale – lo ha ribadito il Presidente Toma – va garantita la continuità. “L’auspicio è che, una volta salvaguardato l’indotto, si possa passare ad una fase totalmente nuova che veda nella governance dello stabilimento un nuovo management, – sottolinea –  che abbia Confindustria come referente importante per tutte le scelte, incluso il piano industriale, che la stessa nuova compagine andrà a operare sul territorio”.

Analogo appello è stato lanciato dal Presidente Pasquale Di Napoli, il quale ha affermato la necessità assoluta che si possa arrivare all’adozione immediata di strumenti ad hoc che facciano traguardare alle aziende fornitrici il momento critico attuale, evitando situazioni già vissute che hanno indebolito il sistema industriale siderurgico del territorio.

Il Presidente Ance Fabio De Bartolomeo si è inoltre soffermato sul rispetto del rapporto fra fornitori e committente, alla base di ogni normale e sana contrattazione; un rapporto che ha sempre visto il rispetto delle aziende, ha detto,  ma che non ha ricevuto dall’altra parte analogo trattamento. De Bartolomeo ha posto l’accento anche sulla necessità di creare una linea di credito ad hoc per la situazione di emergenza ponendo l’accento sulle ripercussioni sociali che la vicenda rischia di produrre sul tessuto cittadino.

Alla Commissione è stato consegnato  al termine un documento dettagliato sulle proposte di Confindustria Taranto da poter mettere in atto per la tutela delle stesse aziende, dello stabilimento e del territorio.

“Siamo soddisfatti della occasione concessaci dal Governo per poter avanzare le nostre proposte – ha dichiarato il Presidente Toma  al termine dell’audizione, alla quale era presente anche il direttore di Confindustria Taranto, Mario Mantovani – e ringraziamo i senatori Giorgio Maria Bergesio, Mario Turco e Mariastella Gelmini per l’attenzione dimostrataci nel corso dell’incontro. Confidiamo nelle soluzioni che potranno essere individuate in questo momento così difficile e soprattutto in una prospettiva di rilancio dello stabilimento. Torno a dire – ha concluso – che le famiglie dell’acciaio italiane, un comparto di eccellenza della nostra industria manifatturiera, producono l’80% dell’acciaio green in Europa, e che il nostro stabilimento può essere decarbonizzato e tornare a marciare e a competere sui mercati internazionali. Confidiamo, pertanto, in un lavoro di squadra”.

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