Il presidente Busia ricorre al “Cattivo governo” di Ambrogio Lorenzetti per spiegare la criticità italiana. “Corruzione più sfuggente con gli appalti senza gara”
Appalti senza gare. Affidamenti diretti. L’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione, lancia l’allarme. Denuncia l’anomalia italiana. Passa in rassegna l’attività della Pubblica Amministrazione. Il presidente Giuseppe Busia, per rendere l’idea, per evidenziare la criticità del momento, ricorre ad un’allegoria. Quella del “Cattivo governo” di Ambrogio Lorenzetti, esposta al Palazzo Pubblico di Siena. Il desolante quadro di ciò che accade, insomma, quando l’interesse privato soffoca il bene comune: città in rovina, campagne devastate, paura dilagante.
“Esiste nel nostro Paese – argomenta il presidente dell’Anac – una forte opacità nei contratti pubblici, dove gli affidamenti diretti per la fornitura di beni e servizi hanno quasi raggiunto il 95% delle acquisizioni totali. Eppure l’esperienza mostra che le procedure aperte al confronto competitivo offrono maggiori garanzie”. Ma no in Italia, probabilmente.


