mercoledì 24 Aprile 24

L’Associazione Indotto AdI e General Industries scrive al ministro Urso: “Vogliamo garanzie sulla ripresa produttiva”

L’Associazione, che rappresenta gli interessi di oltre 3.500 lavoratori del territorio, chiede un incontro urgente con il ministro delle Imprese e del Made in Italy per chiarire definitivamente la destinazione dei 680 milioni di euro che saranno stanziati per Acciaierie d’Italia tramite Invitalia

A circa un mese dall’ultima riunione con il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, l’Associazione Indotto AdI e General Industries chiede un nuovo incontro sulle problematiche legate all’ex Ilva, accogliendo la richiesta dello stesso Urso di ricevere a stretto giro aggiornamenti sull’evoluzione della situazione.

L’obiettivo è quello di chiarire definitivamente il destino dei 680 milioni di euro che il Governo Meloni stanzierà per Acciaierie d’Italia attraverso il socio pubblico Invitalia.

“La vicenda, già di per sé complessa – scrive l’Associazione – sembra essersi ulteriormente intricata. In questi giorni, infatti, si moltiplicano su più fonti le voci che vedono queste risorse oggetto di una destinazione decisamente differente da quella concordata; a seguito di una recente riunione di AdI con alcune sigle sindacali si parlerebbe addirittura di impiegarli integralmente per risanare i debiti energetici dell’Azienda”.1)

Per questo motivi l’Associazione, che al momento rappresenta gli interessi di oltre 3.500 lavoratori del territorio, ribadisce fermamente la necessità che i fondi stanziati dal Governo siano impiegati per consentire ad Acciaierie d’Italia di liquidare gli importi dovuti alle aziende dell’Indotto del territorio di Taranto, risultanti dalle fatture esigibili emesse alla data del 31/12/2022 e di riprendere la produzione e i lavori bloccati, avviando contestualmente l’emissione di nuovi ordini.

“Qualsiasi differente utilizzo dei fondi – ribadisce l’Associazione – lascerebbe irrisolte le gravissime criticità che affliggono il nostro territorio, gettando l’economia locale in un vero e proprio baratro da cui sarebbe pressoché impossibile riemergere”.

Altrettanto urgente appare la redazione di un piano industriale definitivo, accompagnato da un piano investimenti, che tenga conto del fatto che la ripartenza dello stabilimento necessita di risorse immediate per l’acquisto delle materie prime e di investimenti in manutenzioni ordinarie e straordinarie, utili a raggiungere i livelli produttivi necessari alla sopravvivenza dello stabilimento.

“Le Aziende dell’Indotto, ci teniamo a ricordarlo ancora una volta – si legge a conclusione della lettera – hanno dato prova di grande resilienza nell’affrontare una situazione oltremodo critica. Ora, però, è arrivato il momento di fornire certezze definitive alle aziende, ai lavoratori e alle loro famiglie“.

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