Il singolare abbattimento delle liste di attesa nell’Asl di Taranto. Il parentado in Sanitaservice. I silenzi rumorosi della politica. Natale in casa CUPiello, da noi, dura tutto l’anno
Prenotare una visita al CUP dell’Asl (di Taranto) è un coup de théatre. Un colpo di teatro. Una scelta improvvisa, inaspettata. Commedia. Tragedia. Ci sono tutti i generi in questa storia nella quale si recita a soggetto. Le liste di attesa fallaci, manomesse. Ridisegnate di notte perché rispondano a precisi requisiti di giorno. Qualora le indagini di queste ore, interne all’azienda, dovessero trovare conferma. E le possibili rilevanze penali, che qualcuno comincia ad ipotizzare, fossero acclarate. Il parentado in Sanitaservice. La politica che si sistema ma non sistema i guasti – e i ritardi – arrecati alle strutture (e ai loro modelli gestionali).
Ma il vero Cup de théatre investe altro. Il silenzio. I silenzi. Di chi dovrebbe pronunciarsi sui fatti che starebbero emergendo. Che raccontano Taranto sulla scena nazionale. Che offendono la sofferenza comune; e calpestano la dignità composta degli ultimi. La maggioranza. L’opposizione. L’assessore regionale alla Sanità. I responsabili di partito. Tutti – o quasi – muti come pesci.
La verità giudiziaria segue il proprio percorso. Necessita dei tempi necessari al completamento delle indagini. Quella storico-giornalistica invece, affidata alle classi dirigenti del momento, cresce “a latere”. Battendo le strade di una questione morale che, non necessariamente, sconfini nel reato. Il nostro Natale in casa CUPiello dura tutto l’anno. Con questi pupazzi ci tocca allestire il presepe.


