mercoledì 24 Aprile 24

E’ stato mandato

Non più due, ma ben tre legislature consecutive per sindaci e presidenti delle Regioni. Si lavora alacremente per rendere le nostre democrazie dei sultanati. Nonostante, e per fortuna, nessuna onda possa pettinare il mare

Non solo i sindaci dei comuni più piccoli, con una popolazione inferiore alle 5000 unità. Anche i primi cittadini delle municipalità più grandi. Anche i presidenti delle Regioni. Tutti vogliono il terzo mandato amministrativo. Consecutivo per giunta. Senza interruzioni. Con l’unica soluzione da ricercare nella continuità. E, di converso, nessuno vuole mollare la sedia sulla quale è comodamente poggiato con il proprio didietro. Neanche se avesse di fronte un plotone di esecuzione pronto a sparare. La trasformazione delle nostre democrazie in sultanati può avere inizio. La ricerca ossessiva di un individualismo sgraziato, ripiegato su se stesso, antimoderno nella sua fallace pretesa di modernità, viene da molto lontano invece. Da quando l’edonismo consumistico si è sostituito ai pensieri scavati a fondo di una competenza irrequieta. E gli universi concentrazionari hanno preteso di sedersi allo stesso tavolo da bar, su un piano di parità, con gli ideali liberali. A destra. A sinistra. Al centro, che è altra cosa rispetto al centro di gravità permanente cantato da Battiato. Molto è uguale a se stesso in quel molto e poco che sembrano essere, oggigiorno, le due facce della stessa medaglia. Nient’altro che un rocambolesco modo diverso, eppure uguale, di stare al mondo. L’ingordigia personalistica non conosce sfumature cromatiche, differenzazione ideologica. Cesura dell’animo umano e dei suoi appetiti più ancestrali. Marco Revelli chiama questa postura dei tempi moderni con il nome di necropolitica: un’alterazione del tessuto civico che conduce alla morte degli organismi sociali. Alla loro destrutturazione lungo la linea di confine su cui la legge morale della Polis s’incontra e si arresta di fronte alla legge naturale del Bios. Un’umanità inumana modifica le leggi, s’impadronisce della norma per retrocederla ad appetito dell’ora più buia. Il sindaco di Bari vorrebbe continuare a fare il sindaco di Bari. Il presidente della Regione Puglia vorrebbe continuare a fare il presidente della Regione Puglia. Il presidente della Regione Campania vorrebbe continuare a fare il residente della Regione Campania. Arrestare il tempo, occupare lo spazio, legiferare sulle aspettative personali, piegare le istituzioni ai propri voleri, sembra essere divenuto il limite più estremo di questa condotta senza limiti. Non c’è nessun progetto, e idea comunitaria, che avanzi con questi chiari di luna. Ma questa è un’altra storia. In fondo, per dirla con le parole di Dylan Thomas, nessuna onda può pettinare il mare. Neanche se a cavalcarla fossero sindaci e presidenti di Regione al loro terzo mandato consecutivo.   

 

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