Da Santeramo In Colle a Taranto: viaggio di andata e ritorno. L’impalpabile presenza della senatrice Vita Maria Nocco. Potere del Rosatellum: la legge elettorale che confina il vincolo di rappresentanza in un collegio di suore. L’Italia s’è desta, ma non s’è destra
Canta più che parlare la senatrice Vita Maria Nocco. Per ascoltare la sua voce bisogna sintonizzarsi sulle note dell’Inno nazionale. Fratelli d’Italia è l’incipit canoro che apre e chiude i suoi discorsi politici. Se scatta in piedi, per il canto degli italiani, la si vede; se riconquista la sedia, se si accomoda, scompare. Si eclissa nell’orgoglio silenzioso del tricolore. L’Italia s’è desta, ma non s’è destra.
Eletta nel collegio uninominale di Taranto alle ultime Politiche, a Taranto la conoscono in pochi. Non si vede in giro. Non si ricordano suoi interventi, dallo scranno di Palazzo Madama, per la città dei due mari. Non si comprende il suo pensiero sui tanti problemi che affliggono questo lembo di territorio. Complice il Rosatellum, una legge elettorale ircocervo, un po’ zuppa (maggioritario) e un po’ pan bagnato (proporzionale), le candidature vengono calate dall’alto. Direttamente da Santeramo In Colle: paese natale della senatrice.
Nocco e i suo fratelli, variante pugliese della pellicola di Luchino Visconti, restituisce un vincolo di rappresentanza assai sfumato. Fluido. Impalpabile come certe attraversate nello spazio privato di oggetti. Buchi neri dello sfascio di questi tempi. Capovolgendo le comunità di destino, raccontateci da Edgar Morin, prende forma il destino orfano di comunità. La politica che slega i popoli dai potenziali referenti partitici. Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta. Per sentire parlare la senatrice Rocco, bisogna lasciarla cantare. L’Inno di Mameli.


