Melucci dovrebbe incontrare Fitto sabato prossimo. Serve, dopo i risultati delle Europee, ufficializzare il ribaltone politico di stanza a Palazzo di Città. Svelare il segreto di Pulcinella. Basta nascondersi. Solo il ministro leccese, giunti a questo punto, può salvare il sindaco di Taranto
Passare dall’ufficiosità all’ufficialità. Dal mar morente, quasi morto, alla terraferma. Dare definizione al ribaltone politico che ha tradito il mandato ricevuto in dote dai tarantini non più tardi di due anni e mezzo fa. Circoscrivere il caos calmo che, da alcuni mesi, alberga al di là – e al di qua – del Ponte Girevole. Contare i numeri dei consiglieri comunali per non approcciare con affanni – e tremolii vari – il numero legale. Dopo le consultazioni europee nulla potrà più essere come prima. Il fallimento elettorale di Stellato, sedotto e abbandonato nel segreto dell’urna, schiude nuovi scenari nel pericolante equilibrio politico locale. I tradimenti consumati si svelano al pari dello scirocco delle nostre estati umide. L’attacco frontale della Cgil di questi giorni, poi, verso assessori ritenuti imbarazzanti e un primo cittadino distratto – e distante – dalle urgenze della comunità, testimoniano un quadro slabbrato. Un consenso, per gli attuali amministratori, ai minimi termini. In caduta libera. E una distanza, di fatto, siderale tra il Palazzo e la piazza. Il sindaco di Taranto l’ha capito, per questo vuole correre ai ripari. Tentare di giocarsi l’ultima carta che ancora gli resta nel mazzo. Dare seguito alle rassicurazioni a suo tempo ricevute.
Melucci vuole chiedere a Fitto, che secondo indiscrezioni raccolte da CosmoPolis incontrerà sabato prossimo, di gettare definitivamente la maschera. Di dare evidenza al segreto di Pulcinella. E ufficializzare l’ingresso in maggioranza di attuali settori del centrodestra accomodati in Consiglio comunale. Basta sotterfugi. Basta nascondersi. Basta far finta di niente. Gli amori, finanche quelli proibiti e tardivi, prima o poi vanno esibiti. Resi espliciti. Sottratti all’alea dei sospetti. Il socialista Castronovi capirà. Papa e De Martino, ex e post comunisti, capiranno. Fratelli e Sorelle d’Italia capiranno. Quelli della Lega hanno già capito. Stellato, che sognava Strasburgo e dovrà accontentarsi di Taranto (e Bari), chiede rivisitazioni in Giunta e nelle partecipate. Bisogna far presto, far entrare in campo chi sinora è stato in panchina. Prima che sia troppo tardi. Prima di dopo. Serve solo acquisire l’assenso di Fitto. E ratificare urbi et orbi ciò che già esiste: il governo ambidestro dalle ombre sinistre.