sabato 13 Aprile 24

ROGITO ERGO SUM

La circolare diffusa dal Ministero dell’Interno è chiara oltre ogni ragionevole dubbio. Il rinnovo dei Consigli comunali, per motivi diversi dalla scadenza naturale, necessita di un apposito provvedimento di scioglimento. Provvedimento da emanare entro, e non oltre, sabato 24 febbraio se si volesse votare in Primavera. Ergo: le firme dal notaio andranno raccolte nella giornata di domani. O, al massimo, martedì mattina

Firmo quindi sono. Firmo senza tergiversare ulteriormente. Di getto, tutto d’un tratto. Firmo prima che sia troppo tardi. Firmo per essere sicuro. Firmo entro martedì 20 febbraio, e non per sabato 24 febbraio. Dando seguito alla circolare diffusa dal Ministero dell’Interno nelle ultime ore. Firmo perché Taranto abbia un commissariamento breve, di appena tre mesi. Firmo perché quando le storie finiscono vanno ufficializzate. Firmo perché la democrazia senza i numeri è tirannia che prepara il bluff. Rogito (notarile) ergo sum. La locuzione latina ‘Cogito ergo sum’ diviene una circonlocuzione con il delinearsi – e l’approssimarsi – all’orizzonte del Golfo di Taranto. Con i sorrisi che incontrano l’azzurro del mare. Giri di parole che circumnavigano il pensiero per favorire l’azione, la libera intrapresa.

Dovrà farsene una ragione Cartesio. Nella città che fu di Archita niente è come sembra. Niente è per sempre. Niente, alla fine così come in principio, è davvero niente. Nel rogito ergo sum si dipana, forse, l’ultimo atto della parabola politica di Melucci: eroe eponimo della propria disfatta. Una svirgola in un testo redatto da Tommaso Marinetti, l’ideatore del manifesto futurista che odiava la punteggiatura. Ha ragione Rino Formica (leggere la sua godibilissima intervita, raccolta da Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera di oggi) quando sostiene che la politica senza pensiero  “o diventa sopruso, o diventa buffet”. A Taranto siamo alla frutta, quindi al buffet. Ma siamo anche al sopruso: non si governa, si rassegnano le dimissioni, ricerchi la dignità del gesto ultimo e improcrastinabile, quando i numeri in Consiglio comunale varcano la soglia della maggioranza per divenire minoranza. Rogito ergo sum.

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