Rifiuti per strada. L’Ilva. La relazione preoccupante della Corte dei Conti sui bilanci comunali. Il PUG. L’autogol comunicativo del sindaco sulla vertenza Vestas. Maggioranza e minoranza che pari sono alla fine. La città dei due mari come una canzone di Pino Daniele? CosmoPolis vi spiega il perché
Napoli è una carta sporca, cantava Pino Daniele. Proprio come Taranto, città che le somiglia. Luogo tanto bello quanto sfortunato. Sospeso tra realtà e ricerca dell’ideale. Con una classe dirigente modesta. Il più delle volte inventata nei condomini densamente popolati. Persuasa dalle indennità di funzione, refrattaria all’identità. La litigiosità di noi tarantini, l’essere gli uni contro gli altri, nasce da questo stato di continua improvvisazione. Dall’uccisione del merito. Dalla cacciata fuori dal tempio del talento. Dall’assenza del leader. Chiusa in soffitta la competenza, abbiamo aperto il soggiorno di casa a mestieranti digiuni di grazia. Trasformato le istituzioni in Centri per l’impiego. Affidato il potere a replicanti senza letture e librerie sistemate nelle proprie case.
La città è sporca, ricordavamo. Con una bellezza attraversata dai rifiuti, trafitta nell’anima. E Consigli di Amministrazioni di partecipate partecipati non sempre dai migliori. Il Bilancio finanziario dell’ente è guardato a vista dalla Corte dei Conti. Il dossier Ilva vive dello stato d’animo giornaliero di una maggioranza disarmonica: ambientalista nei giorni dispari, industrialista in quelli pari. Del PUG (Piano Urbanistico Generale) si sono perse le tracce tanto che qualcuno, rotti gli indugi, pare deciso a rivolgersi a Federica Sciarelli e al suo programma Chi l’ha visto? La visione – intesa come progettualità svincolata dall’agire ordinario – non s’intravede neanche se la si cercasse al cinema, per dirla con le parole di Max Weber. La comunicazione pubblica, l’ultima uscita del sindaco sulla vertenza Vestas è indicativa, ripresa in maniera stizzita da sindacati e lavoratori esausti da giorni di protesta e con un futuro tutto da decifrare, più che segnare reti nella porta avversaria persegue l’autogol masochistico.
Manca la maggioranza, mancano le opposizioni nel Consiglio comunale di Taranto. Azzerate le differenze, avanza un’uguaglianza indistinta. Un opportunismo di nuovo conio. L’amalgama del cavaliere Pignatelli comprata ai mercatini dell’uno vale uno.


