sabato 13 Aprile 24

Comune Taranto, le opposizioni: “No a una pacificazione all’insegna del degrado della politica”

“La sola intenzione di voler sopperire alle mancanze di una comitiva di consiglieri e assessori, ignorando  il degrado politico e morale che sta infliggendo alla città, sarebbe l’ennesimo schiaffo ai cittadini”

“Dopo quanto accaduto negli ultimi giorni, Melucci dovrebbe avere un sussulto di dignità e liberare la città da un clima di accattonaggio, opportunismo, improvvisazione e quindi  perpetua e dannosa ingovernabilità. Melucci dovrebbe dimettersi, non per mendicare il sostegno dei singoli consiglieri utili solo per tirare a campare, ma per consentire ai cittadini di Taranto di tornare al voto quanto prima”. Lo affermano in una nota i partiti PD, Con, Una Strada Diversa, Europa Verde, M5S e Psi.

“Lo scenario, tanto inquietante quanto grottesco che vedrebbe una presunta ‘pacificazione’ in nome di superiori interessi della città, fondata su una maggioranza informe politicamente ed eticamente, e su una fantascientifica ipotesi di rientro delle forze di opposizione, è per noi impensabile ed impossibile. – Proseguono – La sola intenzione di voler sopperire alle mancanze di una comitiva di consiglieri e assessori che hanno il solo obiettivo di rimanere incollati alla poltrona per uno stipendio, ignorando  il degrado politico e morale che sta infliggendo alla città, sarebbe l’ennesimo schiaffo ai cittadini. Sarebbe un invito ai tarantini a non recarsi mai più alle urne, e favorirebbe un clima di forte disgusto verso la politica, legittimando l’antipolitica.

Se il sindaco Melucci intende insistere, con accanimento terapeutico, a voler far vivere un’esperienza amministrativa e politica nei fatti già morta e sepolta, – affermano – faremo una faticosa ma dura opera di opposizione politica e sociale, vicino ai bisogni delle persone, alle sofferenze di una città che chiede riscatto e invece si ritrova con una classe politica locale di saltimbanchi e usurpatori della volontà popolare. – Concludono – Non saremo mai complici  di questo ‘scempio delle istituzioni’ e ci rifiutiamo di essere conniventi di un sistema che calpesta il diritto sacro degli elettori ad essere rappresentati”.

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