Il consigliere comunale ha espresso voto contrario al Documento unico di Programmazione 2026-2028
“Nel corso dell’ultimo Consiglio comunale ho espresso voto contrario al Documento Unico di Programmazione (DUP) 2026–2028.” Così il consigliere comunale Francesco Tacente.
“Si tratta di un atto fondamentale per la vita amministrativa della città, – si legge in una nota stampa a sua firma – perché rappresenta lo strumento che dovrebbe indicare in modo chiaro la visione strategica e le priorità per i prossimi anni. Proprio per questo motivo ritengo che non possa limitarsi a enunciare obiettivi condivisibili, ma debba tradurli in azioni concrete, con tempi, risorse e modalità di attuazione ben definite.”
Dalla lettura del documento “emerge invece, a mio avviso, una distanza significativa tra le intenzioni programmatiche e la loro reale applicabilità. Molti interventi sono descritti in maniera generale, senza un sufficiente livello di dettaglio operativo.”
Un altro elemento che lo ha portato a votare contro “è la mancanza di una chiara gerarchia delle priorità. Taranto è una città che affronta sfide importanti – dall’ambiente alla qualità dei servizi come decoro e pulizia, dalla rigenerazione urbana allo sviluppo economico – e ha bisogno di scelte nette e coraggiose. Il DUP, invece, appare come un elenco molto ampio di obiettivi, senza una chiara individuazione delle azioni realmente strategiche.”
Tacente ritiene inoltre “che sia necessario rafforzare gli strumenti di monitoraggio e valutazione. Una programmazione efficace deve consentire di verificare nel tempo lo stato di attuazione degli impegni assunti, garantendo trasparenza e responsabilità nei confronti dei cittadini. Il mio voto contrario – aggiunge – non rappresenta una posizione pregiudiziale, ma una critica costruttiva. Credo che su un documento così importante sia necessario un livello più alto di qualità, chiarezza e concretezza, condivisione con associazioni datoriali e sindacati.”
Per queste ragioni “ho votato contro il DUP 2026–2028, auspicando che nei prossimi passaggi si possa lavorare a una programmazione più solida, misurabile e realmente rispondente ai bisogni della città.”


