Il Pd di governo rivaleggia con il Pd di lotta. L’Amministrazione Melucci spacca il maggior partito erede della tradizione comunista
“Ancora una volta, come avviene oramai da oltre 6 mesi, i vertici del PD di Taranto annunciano decisioni attraverso comunicati stampa anziché con riunioni degli organismi collegiali. L’ultimo annuncio, in ordine di tempo, è quello di una nuova segreteria provinciale in sostituzione di quella azzerata diversi mesi fa”. Lo affermano in una nota Gianni Azzaro, Vice sindaco e Assessore del Comune di Taranto, Emanuele Di Todaro, Vice presidente Kyma servizi, Giampiero Mancarelli, Presidente Kyma ambiente, i consiglieri comunali Bianca Boshnjaku, Michele De Martino e Valerio Papa.
“Si continua, in questo modo, a sfuggire ad una riflessione collegiale all’interno degli organismi dirigenti che dovrebbero essere la sede deputata al confronto e alla decisione politica. Da quella riunione, oramai famosa, del 16 dicembre dell’anno scorso la Direzione provinciale non si è più riunita. Eppure, ci sarebbero state tante ragioni ed occasioni per convocarla. – Sottolineano – E’ evidente che non ci si vuole confrontare con quella parte del partito che non ha condiviso scelte palesemente calate dall’alto e che hanno portato il PD in un sostanziale vicolo cieco.
Anche perché la decisione di passare all’opposizione al Comune di Taranto non solo è stata una vistosa forzatura decisa a Bari dall’allora ‘tavolo dei progressisti’, ma non è stata nemmeno mai esplicitata nella Direzione provinciale del 16 dicembre. In quell’occasione, infatti, si decise di porre ulteriori condizioni per tentare di ricostituire “la coalizione originaria” in Consiglio comunale. – Si legge nella nota – Di quelle ulteriori condizioni, però, si è persa traccia e al loro posto c’è stata una dichiarazione ai giornali del segretario regionale di sfiducia nei confronti del Sindaco (scavalcando ancora una volta gli organismi dirigenti).
Questo modo di procedere, fatto di furbizie e di continue forzature, ha determinato una drammatica frattura all’interno del partito, i cui vertici, invece di confrontarsi con posizioni politiche diverse, hanno preferito trasferire la questione sul piano disciplinare, scegliendo di escludere dal PD una parte importante che, almeno nella città di Taranto, è maggioritaria. Si è persino giunti a commissariare 5 circoli su 9 del comune capoluogo, oltretutto con una procedura discutibile.
Questa gestione verticistica ha portato ad ulteriori gravi errori come quelli commessi nelle elezioni provinciali dove è stata presentata una lista che ha eletto un esponente del centrodestra ed un solo consigliere del PD. – Affermano – Se avessero senso di responsabilità, i dirigenti attuali della segreteria provinciale e cittadina dovrebbero prendere atto dei loro fallimenti ed assumere le decisioni conseguenti.
Ma, in ogni caso, continuare su questa strada significa voler mettere la testa sotto la sabbia pur di non riconoscere che la linea seguita si è rivelata sbagliata ed ha posto il PD di Taranto in una condizione di subalternità rispetto agli interessi di altri territori e di altre forze politiche. – Concludono – Insomma, è stato realizzato, ovviamente lo diciamo con ironia, un vero e proprio ‘capolavoro politico’.”


