mercoledì 24 Aprile 24

Palombella Rossa

Intervista esclusiva al segretario nazionale della Uilm, Rocco Palombella. L’Accordo di Programma sull’ex Ilva? “A Genova e Piombino ha fallito in passato”. I dissapori con il sindaco di Taranto? “Non ho il tempo di confrontarmi con chi cambia posizione tre volte al giorno su uno stesso argomento”

Segretario Palombella, qual è il suo giudizio sull’incontro tenuto nei giorni scorsi con il ministro Urso?

“Si è trattato di un passaggio a vuoto, siamo all’aria fritta spacciata per un cambio di passo epocale. Della serie: molto rumore per nulla”.

Sull’ex Ilva sembra di essere sempre all’anno zero, al punto di partenza.

 “E’ proprio cosi. Per tentare di mutare il quadro d’insieme deve prima cambiare l’attuale governance aziendale. I franco-indiani devono andare via. ArcelorMittal non è un interlocutore credibile. Non lo è mai stato. La condotta di questi anni sta a dimostrare l’inaffidabilità di questi signori. I lavoratori non sono l’anello debole di un processo produttivo, la variabile dipendente di fantomatici Piani industriali. A meno che qualcuno non voglia spostare le lancette della storia indietro di oltre un secolo”.

Melucci ed Emiliano ripongono molta fiducia nell’Accordo di Programma.

“Beati loro. Peccato che gli Accordi di Programma in passato, lì dove si sono realizzati, non hanno funzionato. I casi di Genova e Piombino stanno a dimostrarlo. Non si rilancia il lavoro. Non aumentano i livelli occupazionali. Non si realizzano le bonifiche. Un mezzo disastro, insomma. Il niente cosmico. E poi mi faccia dire un’altra cosa”.

Prego.

“Questo fantomatico Accordo di Programma dovrebbe prevedere la nascita di un rigassificatore, di un cementificio e di un dissalatore nell’area industriale di Taranto. Il tutto sotto la spada di Damocle dello scudo penale, reintrodotto dal Governo. Se si vuole aumentare la sofferenza ambientale dei tarantini lo si dica chiaramente, senza tanti giri di parole.

E’ vero che sono volate parole grosse tra lei e il sindaco di Taranto nel corso dell’incontro dell’altro giorno?

“Noi della Uilm siamo coerenti, quello che diciamo poi lo facciamo. Non ho tempo di confrontarmi con chi cambia posizione tre volte al giorno su temi di così straordinaria importanza. Di chiacchiere ne abbiamo sentite troppe in tutti questi anni e nelle ultime settimane. Il tema del lavoro, e quello della sostenibilità ambientale della fabbrica, si tengono assieme. Il sindacato farà la sua parte, come sempre. Ma prima, ripeto, bisognerà chiudere la pratica ArcelorMittal”.

Più di 50 imprese dell’indotto hanno abbandonato, questa mattina, la loro associazione di riferimento: la Confindustria. Non era mai accaduto un esodo cosi massiccio in un solo colpo.

“Si tratta di un segnale preoccupante. Taranto è una polveriera, linea di discrimine tra due idee antitetiche di modernità. Una dedita al solo profitto, al capitalismo inteso nella sua accezione più egoista; e, l’altra, che cerca di coniugare il progresso con la gamma dei diritti inviolabili. Noi dobbiamo batterci, e fare il tifo, perché prevalga questa seconda opzione”.   

 

 

 

 

 

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