di Maria D’Urso
L’affidamento di 140 mila euro, sborsati dal Comune di Taranto, all’azienda milanese. Perché fornisca idee e suggerimenti, sui modelli gestionali da adottare con l’impiantistica sportiva cittadina, una volta che i Giochi avranno avuto termine. Qual è il lavoro prodotto? È possibile conoscerlo? Siamo in forte ritardo. Ma, tutto questo, sembra non interessare nessuno
Lo scorso dicembre il Comune di Taranto ha affidato a un’azienda milanese la gestione degli impianti post Giochi del Mediterraneo. Nello specifico, secondo quanto si apprende dalla Determinazione dirigenziale del Comune di Taranto, n. 8583 del 03/12/2025, la Direzione Grandi Opere, Appalti e Contratti, tramite il MEPA, ha assegnato un incarico di consulenza diretta alla società privata PricewaterhouseCoopers Business Services S.r.l. Quest’ultima si è fatta carico di fornire all’Ente civico un supporto strategico e consulenziale sulla gestione delle infrastrutture e degli impianti che verranno utilizzati durante la manifestazione sportiva e che si intende utilizzare anche in futuro.
L’affidamento diretto è costato al Comune di Taranto (comprensivo di IVA al 22%) 140.000 euro, ripartiti rispettivamente in 40.000 euro sul Bilancio 2025 e 100.000 euro sul Bilancio 2026. Le infrastrutture, a cui si vuole dare un futuro, sono: lo Stadio Erasmo Iacovone, il Nuovo Stadio del Nuoto, il Campo scuola Salinella, il Palamazzola, la Palestra Ricciardi, il Pattinodromo comunale, il Campo comunale Talsano, il Centro sportivo di viale Magna Grecia, i Giardini Peripato, il Centro Nautico, il Parco urbano sportivo Salinella e la Palestra 4.0 Paolo VI.
PricewaterhouseCoopers Business Services: che fine ha fatto?
La ventesima edizione della manifestazione è in programma dal 21 agosto al 3 settembre a Taranto, ma fin dalla sua assegnazione nel 2019 il percorso organizzativo è stato segnato da difficoltà e ritardi nei lavori infrastrutturali. In questi giorni si stanno puntando molti riflettori sui Giochi del Mediterraneo. A partire dai vertici nazionali, con le dichiarazioni rilasciate dal presidente del Coni Luciano Buonfiglio che, dopo la riunione della Giunta del Comitato, ha espresso preoccupazioni circa le tensioni internazionali, le quali potrebbero avere ripercussioni anche sulla sicurezza e sull’organizzazione della manifestazione. Tuttavia, ciò che desterebbe più di qualche preoccupazione riguarda la gestione locale con cui si starebbe organizzando, a distanza di cinque mesi dall’evento, l’intera macchina organizzativa. Infatti, secondo quanto emerso nei giorni scorsi durante le riunioni della Commissione Bilancio, nel nuovo Bilancio di previsione non sarebbero previste risorse sufficienti per garantire anche i servizi essenziali legati alla logistica e all’accoglienza della manifestazione. Lo dimostrerebbe anche il contenuto dell’avviso pubblico “Taranto 2026 – Lo sport che unisce Taranto”. Pubblicato lo scorso 3 febbraio, puntava a raccogliere le manifestazioni di interesse relative a eventi sportivi collegati ai Giochi del Mediterraneo, nel quale è specificato che i costi sono principalmente a carico degli organizzatori. Le candidature di federazioni, associazioni sportive ed enti del terzo settore, da inviare tramite PEC, sarebbero dovute pervenire entro e non oltre il 4 marzo e, ancora oggi, non si conoscono gli esiti. E in tutto questo, la PricewaterhouseCoopers Business Services S.r.l. che fine ha fatto? Il presidente della Commissione Bilancio, Luca Contrario (Pd), nei scorsi giorni in riunione, ha replicato che l’amministrazione è ancora in attesa di conoscere quali saranno gli indirizzi che la società in questione intende adottare. Dunque, a distanza di cinque mesi dalla manifestazione che Taranto attende dal 2019, restano ancora diverse incognite.


