di Maria D’Urso
Volano gli stracci a Palazzo di Città. La maggioranza si spacca su una mozione presentata da Liviano e l’opposizione s’infuria
Volano gli stracci a Palazzo di Città. Il Question Time, per sua natura, non produce atti amministrativi né decisioni operative, ma dovrebbe rappresentare un momento di confronto politico e di indirizzo. Eppure, anche la seduta di questo pomeriggio si è trasformata nell’ennesimo teatro dello scontro tra maggioranza e opposizione, tra urla, sospensioni sfiorate e accuse reciproche. Dalla discussione sull’intitolazione dello slargo di Piazza Fontana a Bakary Sako fino alla mozione sull’addizionale regionale Irpef, il dibattito è stato segnato più dalle tensioni politiche che dai contenuti.
Lo strano caso di Bakary Sako
Il presidente del Consiglio comunale, Gianni Liviano, qualche settimana fa aveva già annunciato sui social l’intenzione di intitolare lo slargo di Piazza Fontana a Bakary Sako, il cittadino maliano rimasto ucciso due mesi fa in seguito a un violento agguato riconducibile a una baby gang. L’iniziativa si è poi concretizzata in una mozione sottoscritta insieme ai consiglieri del gruppo Per Bitetti Gianni Tartaglia, Cosimo Festinante e Virginia Galeandro, oltre che dal consigliere della DC Nicola Catania. Una proposta che, fin dall’illustrazione in aula, non ha trovato consenso né tra i banchi della maggioranza né tra quelli dell’opposizione. Adriano Tribbia (Prima l’Italia), presidente della Commissione Toponomastica, ha spiegato che, al di là della “legittima bontà della proposta”, era già previsto il rinvio della discussione, poiché la questione era stata calendarizzata nelle prossime settimane all’interno della commissione da lui presieduta. Sulla stessa linea si è espresso anche il consigliere Luca Contrario, componente della Commissione Toponomastica, annunciando la propria astensione. In quel momento la maggioranza è sembrata sul punto di dividersi, tanto che alcuni consiglieri del centrosinistra avevano già lasciato l’aula in vista della votazione mentre prendeva corpo l’ipotesi di una sospensione della seduta. A quel punto l’opposizione ha alzato i toni, sostenendo che “interrompere i lavori non sarebbe stato corretto”: tensioni che sono proseguite per circa un quarto d’ora, infiammando l’aula. Alla fine, ristabilita la calma, il Consiglio ha approvato all’unanimità un emendamento che impegna la Commissione Toponomastica ad avviare con la massima urgenza l’iter per l’intitolazione dello slargo, chiedendo anche l’intervento del prefetto di Taranto.
La questione dell’addizionale regionale Irpef
Le tensioni sono riemerse durante la discussione della mozione sull’addizionale regionale Irpef. Massimiliano Stellato (Forza Italia) ha definito il documento “un atto politico nei confronti dei cittadini, costretti a sostenere aumenti decisi dal centrosinistra”, chiedendo alla maggioranza di sollecitare la Regione di fare un passo indietro sull’incremento dell’imposta. Successivamente Giandomenico Vitale (Unire Taranto con Bitetti) ha chiesto al segretario generale se fosse ammissibile discutere una mozione riguardante una materia di competenza regionale, ricevendo un parere favorevole. A quel punto Gianni Liviano ha richiamato la mozione d’ordine presentata da Vitale, sostenendo la non ammissibilità dell’atto. Posizione che ha provocato la dura reazione dell’opposizione, la quale ha sollevato la protesta e più di qualche affermazione critica come: “in quest’aula si discute della pace nel mondo e non delle tasse che pagano i cittadini!”.
Le altre mozioni
È stata ritirata la mozione sul rafforzamento della rete sociale, educativa e psicologica per i percorsi di prevenzione del disagio minorile. Non è invece passata la proposta per il conferimento della cittadinanza onoraria a Claudia Gregotti. Bocciata anche la mozione per il potenziamento della Polizia Locale, che ha dato vita a un acceso confronto tra il sindaco Piero Bitetti e il consigliere proponente Gregorio Stano (Movimento 5 Stelle). Nel dibattito è intervenuta anche Tiziana Toscano (Fratelli d’Italia), che ha sostenuto la proposta richiamando la propria esperienza personale. Con un intervento particolarmente sentito ha invitato la maggioranza a “non creare false speranze sulle assunzioni”, ricordando di aver lavorato per otto anni al servizio della comunità, ma senza che nulla si sia realmente concretizzato, nonostante rifarebbe quella scelta. I lavori si sono conclusi sul finire della terza ora.


